La Chiesa non tace di fronte a condotte deplorevoli dei suoi Ministri

La Chiesa non tace  di fronte a condotte deplorevoli e penalmente rilevanti dei suoi Ministri.–Una nostra riflessione nel giorno in cui la Chiesa ricorda S. Alfonso Maria dei Liguori, un grande Santo del secolo dei Lumi, patrono dei moralisti, teorico in campo morale del probabilismo, fondato sull’equilibrio e nella circolarità fra coscienza e norma. Un patrimonio comunque pure da richiamare  in questo momento in cui giustamente da parte della Chiesa  si usa grande  severità verso talune condotte assai deplorevoli di alcuni sacri ministri. In una Chiesa tuttavia, questa di Papa Francesco, che non rinuncia ad essere pure ospedale da campo anche verso questi suoi Ministri. Ospedale da campo perché incarnata nella storia con la sua fede, col coraggio di riconoscere le sue fragilità e “punire” con severità a tutti i livelli i suoi ministri peccatori, anche con pesanti sanzioni. Una Chiesa fatta di uomini e quindi sostanziata di fragilità e che sempre da fragilità sarà accompagnata. Ma  ci sono fragilità e fragilità ! Anche al tempo di Gesù quanta fragilità !  gli apostoli furono sopresi a litigare per i primi posti, e al momento della passione abbandonarono precipitosamente il Maestro o addirittura lo rinnegarono, come accadde a Pietro.

E per questo l’atto penitenziale pubblico, obbligatorio all’inizio di ogni celebrazione eucaristica. Chiesa,  Comunità di peccatori perdonati, che comunque aspira e tende sempre alla santità. Ed il Ministro sacro, a tutti i livelli,  offre il divino sacrificio  per i propri peccati e  per quelli della Comunità.  Ricordiamo che i Santi, a leggere i loro diari,… tutti affermano di essere grandi peccatori e tali davvero si sentono, di fronte alla santità di Dio. Mentre, curiosamente, nella cultura corrente non pochi che pure si qualificano cristiani, sentono e dicono di non aver nulla di cui chiedere perdono.

Pensieri e riflessioni questi che mi vengono di riproporre davanti ai nuovi incresciosi episodi, pare definitivamente accertati, in Australia, negli Stati Uniti e recentemente in un paesino sperduto della diocesi di Firenze.

Su  questa testata qualche tempo fa abbiamo parlato dei fatti  che si sono svolti in Cile, dove la Chiesa, pure là,  è rimasta duramente colpita  dallo scandalo di alcuni abusi sessuali nei confronti di minori. Ha comunque positivamente impressionato il comportamento dei Vescovi cileni. Che hanno maturato la decisione  di offrire  al Papa le loro dimissioni, …nella piena disponibilità  ad aderire e collaborare  all’attuazione di tutti quei cambiamenti da porre  in essere per ristabilire la giustizia e la comunione ecclesiale. Altro che attaccamento alle poltrone!

La Chiesa non tace  di fronte a condotte deplorevoli né tanto meno davanti a comportamenti penalmente rilevanti! deve sempre fare un discernimento franco a difesa dei minori specie se di famiglie povere e culturalmente degradate. E adesso, nell’attuale situazione oggetto spesso di scomposto ed talvolta anche irrazionale dibattito,  su  questi pensieri bisogna riflettere, tenendo conto di ciò di cui parlano i mass-media, compiendo il loro dovere di informazione.

 

Di fronte ai nuovi episodi, forti ed importanti decisioni proprio in questi giorni sono state prese da parte della massima autorità  umana della Chiesa. Non  solo a carico di qualche prete, ma anche di  arcivescovi e cardinali. Così come esigono i gravi fatti di pedofilia,  pedopornografia e/o abuso sui minori, che hanno danneggiato la comunione ecclesiale e fortemente indebolito il lavoro della Chiesa.

Richiamando più o meno direttamente tutti, pastori e fedeli,  al dovere di stare in guardia. Perché nessuno è confermato in grazia.

Chi  dei Ministri sbaglia oltre alle sanzioni canoniche, deve  subire anche quelle previste dalla legge civile, ed essere costretto ad iniziare  un cammino di penitenza e purificazione, che però  da parte di tutti i credenti si ha il dovere di accompagnare con la preghiera, evitando parole ed atteggiamenti che nulla hanno a che fare con la civiltà giuridica, ne tanto meno con la  spiritualità cristiana, che offre  sempre  misericordia e possibilità  di conversione.

L’atteggiamento del cristiano deve essere quello di Gesù: inflessibilità verso il peccato, ma misericordia e speranza  per il peccatore. E del resto, anche  sul piano della civiltà giuridica,  si sa che la pena, qualunque pena, anche la più grave da irrorare –  se necessario senza sconti –  è sempre finalizzata al recupero di chi ha commesso il reato ed al suo possibile e positivo reinserimento nella società. Naturalmente  dopo  aver scontato sino in fondo la pena.

Per i Ministri sacri di ogni livello,  che si macchiano  di peccati-reati, specie se gravissimi di pedofilia… anche dopo avere scontato la pena, è già stabilito che non possano più esercitare il ministero sacro. Ma comunque fanno parte della Comunità, seguiti con la preghiera e poi accolti con misericordia dai fratelli di fede.

Ogni atteggiamento diverso da questo, non è né civile né cristiano. Si può dire solo che risente ancora della cultura di barbarie della foresta. La Chiesa  che non ha paura della verità e  che riconosce le sue fragilità, ha   anche il coraggio non solo delle sanzioni appropriate, ma pure della  misericordia.

Diego Acquisto