La Chiesa agrigentina e Canicattì in particolare  si preparano alla beatificazione di Rosario Livatino

La Chiesa agrigentina e Canicattì in particolare  si preparano alla beatificazione di Rosario Livatino. Beatificazione fissata il prossimo 9 maggio in coincidenza col famoso grido del 9 maggio 1993 lanciato nella valle dei Templi dal santo pontefice Giovanni Paolo II, che allora, alla fine della solenne concelebrazione conclusiva della sua visita ad Agrigento, invitò i “mafiosi a convertirsi, perché ci sarà il giudizio di Dio”. Un grido ad alta voce, col dito puntato verso l’alto e con atteggiamento severamente ammonitore, destinato a scuotere tante coscienze anche di malavitosi. Le immagini televisive raggiunsero  e raggiungono tutte le parti del mondo, quando questo famoso grido viene ogni tanto riproposto,  in particolari circostanze e ricorrenze.

Poco prima Papa Giovanni Paolo II aveva incontrato i genitori del giovane giudice, figlio unico, ancora affranti dal dolore malgrado  fossero passati quasi tre anni da quel terribile episodio dell’assassinio. Ed il Papa che conosceva l’accaduto aveva parlato con loro in privato di martirio,  affermando che il loro figliuolo direttamente era un martire  della giustizia ed indirettamente della fede.  Perché il giovane giudice aveva tratto la forza morale per non piegarsi ai compromessi,  dalla fede ricevuta con il Battesimo, confermata con la Cresima, ed  alimentata dall’Eucaristia, adorata nel Sacramento e  frequentemente ricevuta nella Messa festiva, a cui non mancava mai e spesso, quando poteva, anche in quella quotidiana. La Chiesa Agrigentina ed in particolare  Canicattì che gli ha dato i natali e che lo ha visto maturare umanamente e nella fede fino al martirio, sono santamente orgogliose di un tale figlio, che adesso come primo giudice, viene elevato agli onori degli altari. Tutto il mondo cattolico (e  non solo !)  saprà che la  terra agrigentina, segnata spesso negativamente dal marchio della cultura mafiosa,   guaderà al beato Rosario Angelo Livatino come al punto ideale di riscatto che solo la potenza della grazia può assicurare, dando la forza necessaria a creature umane fragili.

Perciò adesso davvero bando  alle polemiche fuorvianti sulla collocazione delle spoglie mortali del giudice Rosario Angelo Livatino. Un invito questo venuto direttamente dal Sindaco della Città, Ettore Di Ventura che subito al termine di un’importante riunione in vescovado ad Agrigento  ha comunicato che le spoglie mortali del beato “rimarranno nella cappella del cimitero di Canicattì, dove attualmente sono custodite”. Una decisione questa – come riferisce il Sindaco Di Ventura sui social – che è stata  presa   “…congiuntamente con le amministrazioni Comunali di Canicattì e Agrigento, con i rappresentanti della forania e delle aggregazioni laicali di Canicattì e con ex colleghi del prossimo Beato”. Una decisione a cui  “…si è pervenuti –  come prosegue la nota –  di non presentare alcuna istanza di estumulazione e traslazione”.    “Le parti coinvolteconclude la notaauspicano vivamente che la decisione assunta contribuisca a creare il clima di serenità indispensabile per vivere convenientemente il tempo della preparazione alla Beatificazione”.  

Non mancano sui social i riscontri di soddisfazioni di cittadini canicattinesi e non, che avendo seguito certe affermazioni dei giorni scorsi hanno manifestato tutta la loro soddisfazione per la comunione ritrovata. Pur aggiungendo, vogliamo dire noi, che è possibile che ognuno rimanga nella sua opinione, come sempre bisogna fare,  dove però non deve mai mancare di considerare  anche il punto di vista di chi la pensa diversamente in vista del bene comune, senza restare prigionieri del proprio puto di vista che potrebbe rivelarsi anche poco lungimirante e frutto di una visione angusta  e poco cattolica.

Chi scrive, ieri si è recato al Cimitero per una doverosa visita ai defunti, iniziando  proprio dalla Cappella gentilizia dove riposa la salma del prossimo beato, constatando con piacere di trovarla molto putita e curata anche recentemente, mentre poi visitando dall’esterno la Casa di abitazione in Viale Regina Margherita 166, – con sgradita, sorpresa devo dire – di non aver trovato ancora nessun segno, nemmeno magari un’immagine con delle luci; una erta trascuratezza a cui certamente si penserà in questi giorni ad ovviare, da parte del Comitato cittadino. Intanto, sempre bisogna   ricordare che la cosa davvero più importante e sicuramente immodificabile perché “infallibile” sarà  quando il Papa personalmente (o per mezzo di un suo rappresentante con un mandato specialissimo) ascriverà tra i beati del cielo il nostro cittadino canicattinese Rosario   Angelo Livatino. Una decisine del Papa, infallibile perché “ex cathedra”,  come maestro di fede a cui Gesù ha assicurato in questi momenti la particolare assistenza dello Spirito. Questa sì è l’unica decisione veramente definitiva ed immodificabile; mentre tutto il resto appartiene alla sfera pastorale, e quindi modificabile, da vagliare con il criterio del vero bene comune.

Diego ACQUISTO