Nessun clima da sconfitta. Nessun passo indietro. Dal comitato elettorale di Dino Alonge, poco dopo le 22.48, arriva invece il messaggio di chi considera il primo turno soltanto l’inizio della vera battaglia politica.
Con il risultato definitivo che lo vede fermarsi al 34,53% contro il 39,06% di Michele Sodano, il candidato del centrodestra sceglie subito di spostare il confronto sulle prossime due settimane. E il tono del suo intervento è chiaro: la partita è apertissima.
“Iniziano altri 15 giorni di campagna elettorale, anzi possiamo dire che la campagna elettorale inizia adesso”, afferma Alonge davanti ai sostenitori radunati al comitato.
Parole che fotografano bene la strategia del centrodestra dopo il primo turno. Perché se da una parte Sodano arriva primo e conquista un risultato importante, dall’altra il blocco moderato conserva numeri enormi sul piano delle liste e può guardare al ballottaggio con la consapevolezza di avere ancora margini di crescita.
Alonge lo sottolinea con un riferimento diretto alla propria campagna elettorale:
“Sono in campagna elettorale da 36 giorni, ho preso il 35%. Un buon auspicio. Speriamo di aumentare la percentuale incontrando ancora gli agrigentini in giro per la città e spiegando il nostro programma”.
Nessun attacco diretto agli avversari, almeno in questa prima uscita pubblica dopo il voto. Il candidato del centrodestra sceglie invece il profilo della continuità della campagna, insistendo sul contatto con la città e sulla necessità di convincere gli elettori ancora indecisi o rimasti fuori dal primo duello.
Poi il ringraziamento agli elettori e l’appello all’unità della coalizione:
“Forza tutti insieme, ancora per la città e per Dino”.
Dal punto di vista politico, però, il risultato del primo turno consegna ad Alonge un elemento tutt’altro che secondario: le liste collegate all’area moderata e al suo schieramento hanno infatti superato complessivamente il 50% delle preferenze.
Un dato che cambia completamente gli equilibri del futuro Consiglio comunale e che rende il candidato del centrodestra molto più competitivo di quanto il semplice distacco dal primo classificato possa lasciare immaginare.
Anche in caso di vittoria di Sodano al ballottaggio, infatti, il sistema proporzionale basato sul metodo D’Hondt potrebbe impedire al candidato progressista di ottenere il premio di maggioranza, lasciando il baricentro politico dell’aula proprio nell’area moderata.
Ed è qui che il ballottaggio assume una dimensione molto più ampia della semplice corsa alla fascia tricolore.
Per Alonge le prossime due settimane saranno decisive soprattutto su un punto: trasformare il peso elettorale delle liste moderate in consenso diretto sul candidato sindaco. E inevitabilmente tutti gli occhi si spostano adesso verso Luigi Gentile e il suo elettorato, che con oltre il 14% diventa il vero ago della bilancia della sfida finale.
Il primo turno si chiude quindi con due narrazioni opposte ma entrambe forti: da una parte l’entusiasmo del centrosinistra arrivato davanti a tutti; dall’altra la convinzione del centrodestra che la vera partita inizi soltanto ora. Leggi anche: “Vinceremo”: Sodano carica il comitato. La Vardera rivendica la rimonta politica del centrosinistra
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