Italia Viva plaude alla decisione di Firetto di entrare in Consiglio comunale

AGRIGENTO. L’opposizione in consiglio comunale avrà un capo, un capo autorevole, un politico di razza, un conoscitore competente e brillante. L’amministrazione comunale della nostra città sarà tallonata continuamente e non avrà tregua. I principi di correttezza amministrativa, di efficienza e legalità dovranno essere osservati in maniera costante e pedissequa perché il custode, a capo di un gruppo di 8 consiglieri comunali, garantirà gli interessi della città e alzerà il tono del dibattito politico.
Lo scrive in una nota Giorgio Bongiorno, assessore designato della giunta Firetto e portavoce del comitato Italia Viva Agrigento Sturzo.
“Siamo contenti che Lillo Firetto abbia deciso di non abbandonare la nave, sarebbe stata una manifestazione di narcisismo e di egocentrismo, sarebbe stata un’offesa nei confronti di tutti quei cittadini, e sono tanti, che hanno creduto in lui e lo hanno sostenuto, che si sono candidati mettendoci la faccia, e che costituiscono, ne siamo convinti, la parte migliore di questa città.
Firetto sarà il leader di un gruppo di 8 consiglieri comunali, numero destinato a crescere, quindi leader di un’opposizione forte e determinata, libera e irreprensibile.Ma l’opposizione all’interno del palazzo non è sufficiente se avviene nell’indifferenza della società civile.
I giovani, le donne, le migliori intelligenze di questa città costruiranno una nuova opposizione, fuori dal palazzo, vigile e senza padroni.
La politica non si esaurisce dentro il  palazzo ma deve coinvolge giovani, donne, uomini che nella società civile esprimono consapevolezza e anche dissenso.
In questa città è già nata una società civile per la quale l’interesse pubblico e non di parte, l’interesse civico e non familistico, saranno le fondamenta sulle quali nei prossimi anni dovrà essere edificata la nuova città.
La casa si costruisce su fondamenta solide e si costruisce col tempo, con la perseveranza, unendo umiltà e determinazione.
E noi questo lo faremo, perché non è finita, anzi ricomincia e ricomincia proprio da un dato elettorale, seppur negativo, profondamente radicato e di forte consapevolezza democratica.
Oggi è indispensabile che il catalizzatore, essenziale per un rinnovamento morale e un rilancio politico, non siano le appartenenze, gli apparanti e le provenienze ideologiche,  ma un comune sentire di donne e di uomini, ma soprattutto di giovani, per i quali la rigenerazione morale, il pubblico interesse, i diritti sociali, l’attenzione nei confronti dei più deboli, debbono essere il vero collante di un movimento civico nel segno del cambiamento e della buona politica.
Ai giovani di questa città in particolare vogliamo dire: non dividiamo su schematismi superati, nella consapevolezza che noi e solo noi siamo futuro”.