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Home » Politica » Intervista a Dino Alonge (MPA): «Sodano punta sui fedelissimi. Riccobene ridimensionato, Crosta verso il cambio di schieramento? »

Intervista a Dino Alonge (MPA): «Sodano punta sui fedelissimi. Riccobene ridimensionato, Crosta verso il cambio di schieramento? »

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
23 Ottobre 2026
in Politica
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Alonge (MPA) attacca Sodano: «Un sindaco di reel e post. Agrigento non si governa su Facebook»

Il primo rimpasto della Giunta, le nomine al Teatro Pirandello, il caso Maddalusa e i finanziamenti regionali. Dino Alonge, esponente dell’MPA, traccia un bilancio critico dei primi quattro mesi dell’amministrazione di Michele Sodano. Nel mirino soprattutto il metodo politico del sindaco, accusato di accentrare le scelte, trascurare il confronto con le altre forze della coalizione e privilegiare la comunicazione social rispetto agli atti amministrativi. Non mancano le critiche al ridimensionamento dell’assessore Peppe Riccobene e una riflessione sul futuro politico dell’ex vicesindaco Giovanni Crosta.

Dall’11 giugno al 23 ottobre, nei primi mesi dell’amministrazione di Michele Sodano, il sindaco ha già ridistribuito le deleghe, nominato un nuovo vicesindaco e un nuovo assessore alla Polizia locale. Come definirebbe questa operazione?

«Assistiamo al primo “rimpastino”. L’unica nota positiva che mi sento di sottolineare è che questa volta il sindaco non ha parlato di “top player”. In passato aveva presentato la sua come una Giunta di fuoriclasse, mentre finalmente sento parlare di persone normali. È il metodo, però, che continua a non convincermi. Sodano attinge ancora una volta a componenti riconducibili a Controcorrente e al suo movimento, senza tenere conto delle altre forze del cosiddetto campo largo che pure lo hanno sostenuto. Non riesce, inoltre, ad aprirsi e a intercettare professionalità tecniche esterne al contesto politico che potrebbero rappresentare autentici valori aggiunti per la città».

Che cosa vuole dire esattamente?

«Lo stesso criterio, a mio avviso, lo abbiamo visto nelle nomine al Teatro Pirandello: scelte riconducibili direttamente al sindaco e non alle diverse componenti della coalizione. È un metodo che ritrovo anche nella composizione della Giunta. E non posso tacere quello che considero un neppure troppo velato ridimensionamento dell’assessore Peppe Riccobene, che esce fortemente ridimensionato dalla nuova distribuzione delle deleghe, nonostante in questi mesi abbia dimostrato una certa capacità di movimento».

La questione Maddalusa rimane aperta?

«Assolutamente sì. Il sindaco non ha ancora reso noto un report complessivo sulla reale situazione di Maddalusa e non sappiamo quali iniziative concrete intenda portare avanti per arrivare a una soluzione. Nell’ultima seduta del Consiglio comunale è emersa la novità del parere legale reso pubblico dal consigliere Catania, secondo il quale vi sarebbero margini per ripristinare il servizio delle autobotti e le forniture nella zona. Conoscendo il metodo di Sodano, temo però che anche questo parere finirà per essere ignorato».

A quale “metodo Sodano” si riferisce?

«A un metodo fatto soprattutto di reel e post sui social, attraverso i quali il sindaco racconta la propria versione dei fatti. Ha detto ai cittadini di Maddalusa che per loro non dorme la notte: è una comunicazione efficace, ma amministrare richiede soprattutto atti e soluzioni.

Nell’ultima seduta del Consiglio comunale, inoltre, ho registrato quella che considero una contraddizione significativa. L’assessore al Bilancio, rispondendo al Question Time, ha spiegato che il servizio ASACOM, cioè l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità, è in salvaguardia e dispone quindi della necessaria copertura finanziaria. Una dichiarazione che, a mio giudizio, contrasta con quanto sostenuto in precedenza dal sindaco in un video, quando aveva paventato il rischio di sacrificare proprio l’ASACOM in assenza dell’aumento della Tari».

Nell’ultimo video Sodano ha ribadito che la Regione avrebbe ignorato le richieste finanziarie avanzate per Agrigento. La recente manovra ha distribuito risorse a diversi Comuni, anche dell’Agrigentino. Secondo il sindaco, però, per Agrigento non sarebbe arrivato nulla. Che ne pensa?

«Anche in questo caso ritengo che Sodano faccia affermazioni che andrebbero dimostrate con gli atti. A me non risulta che sia stata presentata una proposta concreta né che sia stata cercata un’interlocuzione strutturata con la deputazione agrigentina, compresa quella di centrodestra. Questioni del genere il sindaco dovrebbe portarle anche in Consiglio comunale, aprendo un confronto e consentendo di verificare se quanto sostiene corrisponda agli atti.

Non basta, a mio avviso, una sorta di “lettera a Babbo Natale” con la quale si chiedono milioni alla Regione. La pubblica amministrazione ha regole precise, fatte di atti, proposte e procedure. Quello che si dice su Facebook è un’altra cosa».

Sta dicendo, quindi, che Sodano non avrebbe mai chiesto formalmente aiuti alla Regione?

«Per quello che mi risulta, non attraverso gli strumenti che avrebbero potuto tradurre quelle richieste in interventi concreti».

E cosa avrebbe dovuto fare? Andare a parlare, per esempio, con l’onorevole Roberto Di Mauro?

«Non è una questione di andare a parlare con questo o quel deputato. Avrebbe dovuto predisporre richieste precise, proposte ed emendamenti finalizzati a ottenere finanziamenti per interventi individuati. È su atti concreti che poi si costruisce l’interlocuzione politica e istituzionale».

Ma non potrebbe valere anche il contrario? I parlamentari regionali conoscono la situazione finanziaria e amministrativa di Agrigento.

«I parlamentari raccolgono le istanze provenienti dai territori, ma è l’amministrazione comunale che deve essere parte attiva e indicare priorità, progetti e necessità. Non si può aspettare che siano sempre gli altri a muoversi».

Forse al sindaco conviene politicamente raccontare che la responsabilità sia sempre degli altri?

«Io posso dire soltanto che, se questo metodo non produce risultati, a pagarne il prezzo sono gli agrigentini».

In giro per la città sono poche le strade sicure?

«Il tanto auspicato cambio di metodo non lo vedo neppure su questo fronte. Non vedo ancora soluzioni strutturali. Vedo molti video sui social e, a mio giudizio, poche proposte concrete. Per amministrare una città nelle condizioni di Agrigento bisogna cercare la collaborazione di tutti e costruire rapporti istituzionali. È questo che finora non ho visto».

Insomma, sono soprattutto i metodi a non convincerla?

«Sì. E c’è anche un dato politico che considero interessante. Abbiamo appreso dalla stampa che l’ex vicesindaco Giovanni Crosta avrebbe avviato interlocuzioni e incontrato esponenti oggi politicamente distanti da Sodano. Non mi sorprenderebbe, in futuro, vederlo impegnato in un percorso politico diverso da quello del sindaco. Anche questo, se dovesse concretizzarsi, sarebbe un elemento da valutare per comprendere cosa sia accaduto all’interno della maggioranza in questi primi mesi».

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