Insularità: sì unanime del Senato

Nuovo passo per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione per la Sicilia e la Sardegna. E’ stato approvato dal Senato, con 207 voti favorevoli, il disegno di legge costituzionale sul riconoscimento delle condizioni e limiti della insularità. Ora il provvedimento tornerà a Montecitorio per l’approvazione definitiva. “Esprimo soddisfazione per il voto unanime espresso dal Senato sul disegno di legge costituzionale per il riconoscimento delle condizioni e dei limiti dell’insularità. Con questo riconoscimento si verrà a eliminare un’ingiustizia che dura da quasi ottant’anni” ha commentato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. La proposta intende modificare l’articolo 119 della Costituzione sull’autonomia fiscale di Comuni, Province e Regioni, sancendo le peculiarità, le singolarità, le caratteristiche particolari delle isole, con il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità. L’essere isola, con le difficoltà collegate ai trasporti e ai collegamenti, costa alla Sicilia tra i 6,04 e i 6,54 miliardi di euro l’anno, un valore tra il 6,8 e il 7,4% del Pil regionale. Questo si traduce di fatto in una sorta di tassa occulta quantificabile in circa 1.300 euro a testa per ogni cittadino siciliano, neonati compresi. A fare i conti è stato uno studio sulla “Stima dei Costi dell’insularità della Sicilia”, realizzato con Prometeia e con le università siciliane, che è stato approvato dalla commissione paritetica Stato-Regione, e le cui risultanze sono state inviate al governo centrale. “L’auspicio è che le forze politiche di tutti gli schieramenti- afferma l’assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao- possano convergere nel sostegno di questa proposta di legge per il riconoscimento dell’uguaglianza sostanziale in Costituzione del più del 10% dei cittadini italiani: quelli che vivono, lavorano ed intraprendono nelle isole, pagando un costo che oggi ammonta ad oltre 15 miliardi di euro all’anno”.