Si è concluso con la scelta del silenzio l’interrogatorio preventivo dell’onorevole Calogero “Lillo” Pisano, deputato nazionale di Fratelli d’Italia, comparso davanti al gip Michele Dubini nell’ambito della maxinchiesta denominata “Eventopoli”. Il parlamentare, assistito dai legali Silvio Miceli e Mattia Caleca, si è avvalso della facoltà di non rispondere, depositando contestualmente un’articolata memoria difensiva. Nei confronti di Pisano, il procuratore capo Giovanni Di Leo e il sostituto Elettra Consoli hanno avanzato la richiesta di custodia cautelare in carcere con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa.
Un provvedimento che, se venisse accolto dal giudice, resterebbe comunque sospeso in attesa della necessaria autorizzazione a procedere della Camera dei deputati.
Al centro delle indagini, condotte da Carabinieri e Polizia Giudiziaria, vi sarebbe un ramificato “sistema illecito” che, secondo l’accusa, avrebbe drenato imponenti finanziamenti della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento. Denaro inizialmente stanziato per importanti cartelloni culturali e turistici (come “Destinazione Agrigento” e il “Mandorlo in Fiore”) che sarebbe stato invece intercettato tramite associazioni no-profit compiacenti guidate da soggetti vicini per militanza politica. I pm ipotizzano che i fondi pubblici venissero poi usati per fini personali e politici, tra cui tessere di partito.
Sotto accusa anche esponenti della pubblica amministrazione, già interrogati sabato scorso, i dirigenti Giuseppe Librizzi (Regione) e Antonino Insalaco (Comune di Agrigento), per i quali sono state chieste misure interdittive. L’inchiesta coinvolge in tutto dodici persone. Il reato associativo viene contestato, oltre a Pisano, a figure chiave come l’ex assessore Costantino Ciulla, l’ex amministratore del Distretto Turistico Fabrizio La Gaipa, l’ex dg del Teatro Pirandello Salvo Prestia, l’ex autista del deputato Tonino Migliaccio e Calogero Casucci (associazione Acamante).
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