Un duro colpo al commercio illegale di prodotti ittici e una fondamentale operazione a tutela della salute pubblica. I carabinieri della Stazione di Porto Empedocle, supportati dal personale specializzato del Dipartimento Veterinario dell’Asp di Agrigento, hanno portato a termine un mirato servizio di controllo sul trasporto e sulla commercializzazione del pesce, focalizzato sul rispetto delle norme igienico-sanitarie e sulla tracciabilità degli alimenti. Il bilancio dell’operazione, scattata nella mattinata del 3 novembre, è pesante: mezza tonnellata di pescato sottratta al mercato nero e sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 19.000 euro.
Il sequestro più consistente è avvenuto durante il controllo di un furgone guidato da un commerciante residente a Sciacca. All’interno del vano di carico i militari hanno rinvenuto circa 500 chilogrammi di prodotti ittici, sia freschi che decongelati, completamente privi della documentazione necessaria ad attestarne la provenienza e la tracciabilità. Considerato potenzialmente pericoloso e non idoneo al consumo umano, l’intero carico è stato immediatamente sequestrato e avviato alla distruzione tramite una ditta autorizzata. Al conducente è stata elevata una maxi sanzione da 16.000 euro.
Nel corso del medesimo dispositivo di controllo, l’attenzione dei Carabinieri si è concentrata su un secondo commerciante ambulante. L’uomo è stato sorpreso a vendere pesce utilizzando un veicolo sprovvisto di documentazione sanitaria valida: la sua dichiarazione di inizio attività sanitaria (D.I.A.) era infatti scaduta dal lontano 2019. Per lui è scattata una multa di 3.000 euro. Questo intervento si colloca all’interno della più ampia e costante attività di controllo del territorio e della filiera alimentare che l’Arma dei Carabinieri svolge quotidianamente, in stretta sinergia con le autorità sanitarie, per prevenire le frodi commerciali e garantire la sicurezza dei consumatori sulle tavole agrigentine.
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