Al via gli interrogatori preventivi nell’ambito dell’inchiesta denominata la “Corte dei miracoli”, l’indagine della Procura di Caltanissetta e della squadra mobile nissena su un presunto sistema di corruzione attorno al Cefpas, l’ente di formazione del personale sanitario con sede a Caltanissetta. Il gip Santi Bologna ascolterà gli indagati e poi deciderà se accogliere o meno le richieste di arresto formulate dai pubblici ministeri. Otto le persone che rischiano la misura cautelare. Tra gli indagati l’agrigentino Riccardo Gallo, 58 anni, di Agrigento, deputato regionale di Forza Italia. I suoi difensori, pare, siano orientati a chiedere un rinvio per esaminare meglio la documentazione. Anche altri indagati potrebbero chiedere un rinvio.
Compariranno davanti al giudice, tra i primi, Giuseppe Capodieci, 68 anni, di Siracusa, oramai ex direttore generale dell’Asp di Agrigento (difeso dall’avvocato Vincenza Gaziano), e poi Roberto Sanfilippo, 56 anni, di Palermo. direttore del Cefpas; Gioacchino Pontillo, 58 anni, di Agrigento, esperto giuridico amministrativo dell’ente; Maria Luisa Zoda, 57 anni, di Caltanissetta, funzionaria del Cefpas; Salvatore Enrico Giambelluca, 76 anni, di Palermo, medico in quiescenza; Pietro Tirone, 60 anni, di Agrigento, legale rappresentante della Sice, e Vincenzo Raitano, 67 anni, di Palermo, funzionario regionale in pensione.
Secondo l’accusa, Gallo avrebbe esercitato la propria influenza di parlamentare per garantire la riconferma di Sanfilippo alla guida del Cefpas. In cambio, il direttore avrebbe assegnato alla moglie del deputato quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo determinato, con promessa di assunzione a tempo indeterminato, e per consentirle di lavorare ad Agrigento sarebbe stato siglato un accordo quadro tra Cefpas e Asp agrigentina. A siglare quell’accordo sarebbe stato Capodieci, che in cambio avrebbe ottenuto il sostegno politico di Gallo per la nomina a direttore generale dell’Asp di Agrigento e per il mantenimento del ruolo. La Procura ha chiesto il carcere per Gallo, Sanfilippo e Pontillo; i domiciliari invece per Capodieci, Raitano, Tirone, Giambelluca e Zoda.
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