Inaugurazione Anno Accademico

Puntualissimo nel primo pomeriggio di ieri, il corteo accademico, con in testa il magnifico rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, ha fatto il suo ingresso nel Teatro Pirandello, per la cerimonia ufficiale di apertura dell’Anno Accademico 2021-2022 del Polo Universitario. Una realtà che, se qualche anno fa “navigava in un mare in tempesta” – come ha ricordato nel suo intervento, il presidente del Consorzio Universitario Empedocle, Antonino Mangiacavallo, ora sembra invece procedere con il vento in poppa. L’offerta formativa universitaria è di otto corsi di laurea, tra cui quello, in partenza a breve, di Scienze Infermieristiche che ha ottenuto perfino l’elogio del ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, anch’essa intervenuta alla cerimonia di ieri, in collegamento da Roma. 

Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale da parte dell’Ensemble di Ottoni del Conservatorio di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera, anche questa una nuova realtà offerta dall’Università di Agrigento (al via anche un corso universitario di Musico Terapia) ha preso la parola il magnifico rettore ricordando la tragedia della guerra in Ucraina. ”Intendo esprimere – ha detto – un forte segno di vicinanza e di completa solidarietà alla popolazione ucraina. Il nostro Ateneo, che fa parte di RUniPace, (la Rete delle Università italiane per la Pace promossa dalla Conferenza dei Rettori) si è già impegnato concretamente occupandosi della questione, prendendo contatti con docenti e con studenti ucraini che saranno accolti a titolo completamente gratuito, sia per quanto riguarda l’iscrizione, sia per quanto riguarda vitto e alloggio. Aspettiamo in questi giorni l’arrivo dei primi studenti – ha annunciato –  che qui troveranno una cultura della libertà, della pace, della vita e dell’accoglienza. L’accoglienza è infatti uno dei tratti peculiari che caratterizza il nostro Ateneo che qui ad Agrigento rappresenta il presidio universitario più a Sud di Europa”. 

A fare il punto della situazione è stato invece il professor Giovanni Francesco Tuzzolino, presidente del Polo Universitario. “Attualmente il Polo di Agrigento ha 677 studenti iscritti e un’offerta formativa che prevede otto Corsi di Studi: Architettura e Progetto nel Costruito, Economia e Amministrazione Aziendale, Lingue e Letterature – Studi Interculturali, Scienze della Formazione Primaria, Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Scienze dell’Educazione,
Servizio Sociale, Infermieristica (dall’anno accademico 2022-23). Inoltre, la collocazione geografica di Agrigento consente all’Università di Palermo di partecipare ai Programmi di Coope-
razione Transfrontaliera Italia-Tunisia e Italia-Malta, finanziati dalla Comunità Eco-
nomica Europea. Oggi L’Università di Palermo, con il Polo di Agrigento – ha detto Tuzzolino – è l’ultimo avamposto universitario d’Europa, ma noi non vogliamo leggere questa condizione come una marginalità che ne indebolirebbe le condizioni e il significato, semmai come una grande opportunità e responsabilità”. 

Particolarmente significativo anche l’intervento di Isabella Giancola, giovane universitaria agrigentina, rappresentante degli studenti in seno al Consiglio del Polo Universitario.

“Sono una studentessa di Scienze della Formazione Primaria, uno dei corsi aggiunti recentemente all’Offerta Formativa del nostro Polo – ha spiegato. – L’idea di potere formarmi nella mia città, affiancando la nostra collettività tramite i tirocini curricolari presenti in questo corso di studi, mi rende orgogliosa ed onorata. I motivi per cui è giusto che le nuove generazioni abbiano la possibilità di studiare nell’ambiente che è loro familiare sono tanti e vari per tipologia. Alcuni prendono in considerazione la nostra sede perché la situazione economico-sociale delle famiglie non permette loro spostamenti; alcuni sono legati alla terra che li ha cresciuti e che sono poco propensi a lasciare, altri ancora non vogliono abbandonare gli affetti. Qualunque siano le motivazioni che spingono le nuove generazioni a voler restare, è bene che trovino uno spazio di cultura e formazione a cui affidarsi, un trampolino di lancio per la società di cui saranno protagonisti più di quanto non lo siano
adesso. Ai giovani che devono scegliere l’indirizzo della propria vita attraverso
l’Università – ha detto la studentessa –  bisogna dare la possibilità di rimanere, senza dover per forza spostare le proprie radici altrove”. 

Su questo tema è tornato nuovamente il presidente Mangiacavallo: “Noi – ha detto – non vogliamo che i giovani cambino paese,  ma che cambino il Paese!”

LORENZO ROSSO