In vendita storica villa ottocentesca

Cè stato un tempo in cui Agrigento era una città assai più affascinante, frequentata da nobili e intellettuali, le cui residenze nobiliari e immobili di pregio ne facevano un vero gioiello. Ed è proprio sull’affaccio della costa agrigentina tra la città e il Kaos che si erge villa La Lumia oggi compressa dalle costruzioni post frana in località Villaseta. Una villa ottocentesca di 710 metri quadrati posizionati su tre piani il cui terreno si estendeva fino al tempio di Vulcano. Dimora estiva del barone Domenico La Lumia fu anche teatro di incontri per diplomatici del tempo, agenti consolari francesi e spagnoli, lo stesso Sir Alexander Hardcastle ne fu ospite, nonché luogo di intrattenimento per la famiglia Pirandello che  la frequentava per i thè pomeridiani. Un vero luogo di incontro per aggregazioni e personalità che giungevano ad Agrigento tra la fine dell’800 e la seconda guerra mondiale. E proprio durante la seconda guerra mondiale fu requisita dagli alleati che la usarono come quartiere generale deturpandone gli arredi. Ma la struttura resta di incredibile pregio come rilevato da uno studio architettonico eseguito nell’ambito di un laboratorio di restauro  della facoltà di architettura di Agrigento. Architettonicamente perfetta con i finestroni precisamente allineati che si affacciano sul quel mare africano di pirandelliana memoria, conserva all’interno particolari decorativi di magnifica fattura come i soffitti affrescati, i  pavimenti in maioliche e lo stemma nobiliare della casata. Tre i corpi di fabbricato esterni, che un tempo erano adibiti a stalle e alloggi per la servitù. A progettarla, con una struttura con arcate e travatura in stile con le ville toscane, fu Giacomo Mendolia, storico architetto agrigentino.

Oggi la proprietà conserva solo (si fa per dire) 20 mila metri di terreno di cui una parte a giardino con piante originali e palme “miracolosamente” non intaccate dal punteruolo rosso ma attorniata dall’edilizia popolare che  nacque  dopo la frana che nel 66  coinvolse il centro storico della città. La costruzione di 114  alloggi prefabbricati in quella estensione  diedero  luogo ad  una netta connotazione di periferia urbana.

Oggi tale proprietà è in vendita per il valore di 595 mila euro, prezzo stabilito dall’adeguamento del mercato immobiliare dopo un sostanzioso crollo del valore del mattone e  regolata da alcuni vincoli legislativi quali quello Gui Mancini e il vincolo sismico. La vendita è affidata a un broker estero.

La rivalutazione del nostro territorio potrebbe ricominciare anche da qui. A parte tutti gli interventi destinati alle periferie urbane di cui Villaseta sembra coinvolta, un investimento di pregio quale il restauro e il ripristino della villa potrebbe garantire nuova linfa vitale ad una porzione di territorio che si distingue per bellezza geografica. Per questo la struttura non è destinata ad un acquirente qualunque ma a qualcuno che sappia coglierne le potenzialità.  L’acquisto da parte di un ente pubblico sarebbe forse il suo riscatto maggiore, il mettere a disposizione  una tale meraviglia per mostre, presentazioni, occasioni ufficiali, rappresentazioni le restituirebbe quella valenza di approdo di cultura e bello a cui oggi ci appelliamo per una sentita rinascita. Ma come tutti immaginiamo oggi gli interventi economici importanti giungono dai privati dunque speriamo che chi si troverà coinvolto in questa mediazione immobiliare possa intervenire in modo amorevole e corretto al punto da rivalutare quella porzione e creare nuovi punti di vista per investimenti generatori di interesse e ricchezza. 

Domenico Vecchio 

 

 



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