Il voto dei Comuni faccia riflettere sulla politica smarrita

Il voto dei Comuni faccia riflettere sulla politica smarrita – Di Diego Acquisto

In margine a tante, più o meno pertinenti ed appropriate osservazioni socio-politiche  sull’esito della recente consultazione amministrativa.

I Partiti farebbero anzitutto meglio a considerare , con un certo allarme, il dato significativo che a recarsi alle urne è stato il 60%, in elezioni che toccano più  da vicino i cittadini, chiamati a scegliere i loro amministratori locali, sindaci e consiglieri comunali.

E ciò premesso, farebbero  bene ad affrontare veramente e non oscurare i problemi delle famiglie e dei poveri, non con provvedimenti di carattere contingente ma di carattere strutturale, dando una sostanziale sforbiciata ai privilegi, ai cosiddetti diritti acquisiti, vitalizi, stipendi, pensioni d’oro e quant’altro,  della casta politica e della casta clientelare abbondantemente foraggiata.

Ogni Partito, con l’occhio e la sensibilità per la situazione concreta dovrebbe essere se stesso, restando di Destra, di Sinistra, o di Centro (perché no ? ) .

Ritornare ognuno ai valori di fondo e metterli in pratica ! Nel mentre però  accettare le meritate punizioni che già il popolo ha dato e va dimostrando di saper dare. Non solo !  saperle  anche capire.  Cosa  che non avviene, mi pare, nemmeno a Favara o  Agrigento !

Il popolo non crede più ai proclami ed alle parole, vuole fatti.  Ed i fatti dicono che la povertà in Italia si è allargata oltre ogni previsione, con diseguaglianze che nemmeno durante il feudalesimo erano tali.

 Logica la domanda:  “E allora ?”.   Mi pare di capire che la gente democraticamente non ha altra strada che quella del cambiamento e chi si ostina con la politica che ha distrutto il ceto medio, viene visto dai cittadini come traditore, associando ai traditori anche quelli che, per la prima volta, si affacciano alla politica, dietro  quei simboli e quei politici ben conosciuti.

Quindi attenzione ! La democrazia vive di ricambio. Un’esigenza questa  che, se allontana dai Partiti, porta ai Movimenti.  Ai Movimenti capaci di radicarsi nel territorio e cogliere lo sdegno dei cittadini.

Un  comico ha avuto fiuto ed ha dato sfogo democratico ad un  Movimento che se  fallisce, – dicono non pochi politologi – porterà ad altri Movimenti magari a meno  o  più stelle.

Illusorio  pensare che i cittadini si debbano sentire costretti a tornare ai Partiti da cui sono stati  traditi e dai quali, tra l’altro, continuano a    ricevere solo parole , promesse bonus, concessioni temporanee di vario genere  che non fanno altro che aggravare la situazione . Il tutto accompagnato da strategie di distrazione di massa e da tentativi di limitare la “sovranità popolare”, col porcellum, con l’italicum, con i capilista bloccati. E  chissà che cosa ancora  si  stia pensando nelle segrete stanze  in queste ore !

  Sarebbe forse opportuno che davvero si eliminasse questa illusione,  in questo momento in cui chiaramente il Movimento 5Stelle ha  palesato qualche difficoltà ed è  forse eccessiva  l’esultanza dei Partiti.

La  democrazia  ha nel suo DNA il ricambio.  Il popolo ha fiuto, sa riconoscere bene i comportamenti davvero nuovi e comunque tenta il possibile, anche con i rischi connessi. Perché  quando bisogna assolutamente privare della poltrona uno (singolo o Partito che sia !) , in democrazia c’ è solo l’arma di votare per l’altro, anche se non si vorrebbe farlo. E  poi,  magari resterà solo la soddisfazione di avere purtroppo raggiunto solo quell’obiettivo.

Diego Acquisto