Il primo maggio nel lido, tra divieti e controlli

Non è un segreto: il covid non ferma la voglia di rispettare le tradizioni dei giorni festivi.
Alcuni come i più giovani, in barba alle restrizioni, si sono riuniti nelle case di campagna per il classico barbecue tra amici, altri hanno preferito passeggiare al lungomare, fermandosi a prendere un gelato facendo due chiacchiere.
Altri ancora hanno optato per starsene seduti in spiaggia, attendendo probabilmente che il sole facesse capolino da un momento all’altro per concedersi la prima abbronzatura e, chissà, magari anche un bagno. Ed è proprio sulla sabbia che gruppi di ragazzini hanno puntualmente lasciato il segno con la spazzatura abbandonata.
Il solito pizzico di inciviltà di cui non si smette di parlare. I più sportivi hanno fatto jogging o un giro in bici. Il piazzale Giglia di San Leone è stato presidiato dalle forze dell’ordine, che hanno monitorato il flusso di gente che si è riversato sulle strade, per evitare assembramenti  e il mancato rispetto delle regole. Ristoranti e chioschi chiusi, aperte solo le gelaterie.
Rispetto agli anni precedenti, la differenza è stata sostanziale e palpabile: il numero delle persone si è notevolmente ridotto, il traffico  scorrevole, le strade silenziose, senza la musica forte degli eventi che venivano organizzati prima della pandemia in ogni tratto del lido balneare.  Attendiamo, nei prossimi giorni, i risultati di questa giornata di semi-libertà, nella speranza che si possa scongiurare una nuova salita di contagi, per tornare al più presto alla normalità.