AGRIGENTO – Un ufficiale con una lunga esperienza nei ROS e nell’antiterrorismo alla guida dei Carabinieri di una provincia che, per la sua posizione nel Mediterraneo e per la presenza di Lampedusa, rappresenta una delle principali porte d’Europa e uno dei territori maggiormente interessati dai flussi migratori. È questo uno degli elementi che caratterizzano il profilo del colonnello Federico Palmieri, nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento.
Dal 2016 fino ai mesi scorsi Palmieri ha infatti guidato il Reparto Antiterrorismo del ROS, dopo una carriera che lo ha portato anche in diversi scenari internazionali. Ad Agrigento assume per la prima volta l’incarico di comandante provinciale e indica subito le priorità: contrasto alla criminalità organizzata, controllo del territorio e vicinanza ai cittadini.
«La lotta alla mafia è una delle priorità, ma non l’unica, perché le manifestazioni criminali sono le più svariate. La criminalità organizzata è la punta di una lancia che dobbiamo cercare in tutti i modi di spezzare. Vi sono altre tipologie di manifestazioni criminali, ma c’è anche la capacità dell’Arma di stare vicino al cittadino per tutte le altre esigenze che hanno a che fare con l’ordine e la sicurezza pubblica».
È uno dei passaggi dell’intervento del colonnello Palmieri, che ha assunto ufficialmente l’incarico di comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento.
Nel primo incontro con la stampa ha espresso l’emozione e il senso di responsabilità con cui si appresta a guidare il Comando provinciale, raccontando di avere già iniziato ad approfondire la conoscenza della realtà agrigentina.
«Ho cercato sin da subito di mettermi al passo, cercando di conoscere il territorio – ha spiegato Palmieri –. Agrigento ha una fama positiva sotto mille punti di vista, ma ci sono anche le pagine più brutte e mi è venuto in mente il periodo tragico degli anni Novanta. Il mio pensiero va soprattutto al giudice Rosario Livatino: sono rimasto colpito dalla figura del magistrato sin da ragazzino».
All’incontro con i giornalisti erano presenti anche il vicecomandante provinciale, colonnello Vincenzo Bulla, e il nuovo comandante della Compagnia di Agrigento, capitano Francesco Lorenzi.
Palmieri ha dedicato un passaggio anche al rapporto con l’informazione: «La stampa è essenziale. È importante avere un rapporto di vicinanza quanto più possibile chiaro e sincero tra due istituzioni che si devono necessariamente parlare».
Nato a Pordenone, sposato con una siciliana e padre di una bambina di dieci anni, Palmieri ha intrapreso la carriera militare nel 1995. È laureato in Giurisprudenza e Scienze Politiche. Nei gradi di tenente e capitano ha prestato servizio nel 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” di Livorno, partecipando a numerose operazioni internazionali in Giordania, Iraq, Libia e Palestina.
Conosce già la Sicilia: ha comandato il Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica, nel Ragusano, e la Compagnia di Nicosia, in provincia di Enna. Dal 2016 e fino al recente trasferimento ha ricoperto l’incarico di comandante del Reparto Antiterrorismo del ROS.
«Confido molto nella cittadinanza e nei miei uomini, che vivono questo territorio da tanti anni e possono aiutarmi ad essere sempre più vicini alla comunità», ha aggiunto Palmieri.
Tre le direttrici indicate dal nuovo comandante: «La capacità di fare squadra con le altre forze di polizia sotto il coordinamento del prefetto; la capacità di essere presenti in maniera efficiente sul territorio con il coordinamento dell’Autorità giudiziaria; infine, la nostra capacità interna di costruire una compagine coesa che vada tutta in un’unica direzione: verso i cittadini che popolano questo territorio».
Alla conferenza stampa anche il nuovo comandante della Compagnia di Agrigento, capitano Francesco Lorenzi, nato a Bolzano e sposato con una siciliana. Nel corso della carriera ha svolto diversi incarichi e partecipato a una missione a Baghdad. Con il grado di tenente ha comandato un plotone della Compagnia di intervento operativo di Palermo e il Nucleo Operativo e Radiomobile di Palmi, in Calabria. Promosso capitano nel marzo 2021, ha poi assunto il comando della Compagnia Carabinieri di Vipiteno, incarico mantenuto fino all’agosto 2026.
Ed è proprio Lorenzi a richiamare esplicitamente alcune delle questioni che rendono particolarmente delicato il territorio agrigentino, a partire dall’immigrazione.
«È piacevole ritornare in Sicilia – ha sottolineato –. Mi attendono nuove sfide: il flusso migratorio, ma ho già iniziato a conoscere anche le altre dinamiche e problematiche locali. Si va dall’abusivismo edilizio alla crisi dell’acqua. Quindi tante sfide nuove».
“La lotta è alla mafia è una delle priorità ma non l’unica, perchè le manifestazioni criminali sono le più svariate. La criminalità organizzata è la punta di una lancia che dobbiamo cercare in tutti i modi di spezzare. Vi sono altre tipologie di manifestazioni criminali ma c’è anche la capacità dell’Arma di stare vicino al cittadino per tutte le altre esigenze che hanno a che fare con l’ordine e la sicurezza pubblica”. E’ uno dei passaggi dell’intervento del colonnello Federico Palmieri, che ha assunto ufficialmente l’importante incarico di comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento.
Nel suo primo saluto rivolto ai cittadini e ai militari ha voluto esprimere apertamente l’emozione e il profondo senso di responsabilità con cui si accinge a guidare il Comando provinciale, sottolineando la rilevanza del ruolo.
“Ho cercato sin da subito di mettermi al passo cercando di conoscere il territorio – ha aggiunto il col. Palmieri -. Agrigento ha la fama positiva in mille punti di vista, ma si vedono anche le parti brutte e tra queste mi è venuto in mente il periodo tragico degli anni Novanta. Il mio pensiero va soprattutto al giudice Rosario Livatino, sono rimasto colpito sin da ragazzino della figura del magistrato”.
All’incontro con i giornalisti presente il suo vice, il colonnello Vincenzo Bulla e il nuovo comandante della Compagnia di Agrigento, il capitano Francesco Lorenzi. “La stampa è essenziale. Ed è importante avere un rapporto di vicinanza quanto più possibile chiaro e sincero tra due istituzioni che si devono parlare per forza”, ha detto il neo comandante provinciale della Benemerita.
Il colonnello Palmieri, è al primo incarico da comandante provinciale. Nato a Pordenone, sposato con una siciliana e una figlia di dieci anni, ha intrapreso la carriera militari nel 1995. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche, Ha prestato servizio nei gradi di tenente e capitano nei paracaduti “Tuscania” di Livorno, partecipando a numerose operazioni internazionali in Giordania, Iraq, Libia e Palestina. Ha già avuto esperienze in Sicilia, comandando il nucleo Operativo e Radiomobile di Modica (Ragusa) e la Compagnia di Nicosia (Enna). Dal 2016 fino ai mesi scorsi ha guidato il Comando del Reparto Antiterrorismo del Ros.
“Confido molto sulla cittadinanza e anche dei miei uomini che vivono il territorio di tanti anni e quindi mi possano aiutare ad essere sempre più vicini alla comunità – ha affermato il col. Palmieri -. Sono tre le direttrici tra le proirità: la capacità di fare squadra con le altre forze di polizia sotto il coordinamento del prefetto; la capacità di stare in maniera efficiente sul territorio con il coordinamento dell’Autorità giudiziaria, e infine in ultimo la nostra capacità all’intento di costruire una compagine coesa che va tutta in un’unica direzione cioè verso i cittadini che popolano questo territorio”.
Alla conferenza stampa è stato presentato anche il neo comandante della Compagnia di Agrigento, capitano Francesco Lorenzi, nato a Bolzano, sposato con una siciliana. Ha svolto vari incarichi ed ha partecipato ad una missione a Bagdad. Con il grado di tenente ha comandato il plotone della Compagnia di intervento operativo da Palermo e il nucleo Operativo e Radiomobile di Palmi, in Calabria. Promosso capitano nel marzo del 2021 ha assunto l’incarico di comandante della Compagnia Carabinieri di Vipteno reggendolo fino all’agosto del 2026.
“E’ piacevole ritornare in Sicilia – ha sottolineato il cap. Lorenzi -. Mi attendono nuove sfide, il flusso migratorio, ho già iniziato a capire anche le dinamiche e problematiche locali, si va dall’abusivismo edilizio, ovviamente la crisi dell’acqua. Quindi tante sfide nuove”.
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