Il 2020 della Fortitudo tra bruschi stop e nuove ripartenze

Il 2020 della Fortitudo Agrigento è facile da raccontare. Poca, anzi pochissima pallacanestro giocata, ma alcuni passaggi fondamentali che hanno stravolto il nuovo corso della squadra più rappresentativa della provincia. Dalle prime posizioni in classifica, il big match di Torino e la possibilità di andare in testa, al Pala Ruffini, il lockdown, la finale di Coppa Italia annullata, il blocco del campionato, fino all’annuncio che i tifosi non avrebbero mai voluto sentire: la drastica decisione da parte della proprietà di autoretrocedersi. Ma il 2020 della Fortitudo è caratterizzato soprattutto dal passaggio della presidenza da Salvatore Moncada a Moncada Junior. Gabriele prende in consegna la società e deve programmare la ripartenza in serie B. In mezzo c’è anche l’abbandono dell’ambizioso coach Devis Cagnardi che non resiste ad offerte più allettanti e preferisce ripartire da Treviglio e dalla serie A2, l’arrivo del giovane e promettente coach Michele Catalani ed il ritorno della guardia Andrea Saccaggi. Ma chi si aspettava che la serie B sarebbe stata una passeggiata è stato presto smentito. Dopo un avvio esaltante e due vittorie consecutive, per la Fortitudo, squadra attrezzata per il salto di categoria, è arrivata anche la prima sconfitta casalinga del 2020 e il successivo passo falso di Ragusa. In questo anno terribile, Agrigento per via delle misure anticovid, la seconda ondata e tante incertezze, ha deciso pure di rinunciare alla Final Heigth di Cento dopo essersi guadagnata in autunno la possibilità di giocarsi ancora una volta, sia pure in una categoria inferiore, la possibilità di alzare la Supercoppa del Centenario. Per coach Catalani c’è da migliorare la difesa. Ora Agrigento deve guardare al prossimo anno, si comincia con la prima trasferta stagionale fuori Sicilia. Il giorno dell’epifania si va a Bologna, alle 16,30 al PalaSavena sfida con Bologna Basket 2016. Domenico Vecchio 



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