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Home » Politica » Crisi internazionale, Ida Carmina (M5S): “Violato il diritto internazionale. No all’uso delle basi di Sigonella, Birgi e Niscemi”

Crisi internazionale, Ida Carmina (M5S): “Violato il diritto internazionale. No all’uso delle basi di Sigonella, Birgi e Niscemi”

6 Marzo 2026
in Politica
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La crisi internazionale e le possibili conseguenze per la Sicilia entrano nel dibattito politico nazionale. A intervenire è la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina, che torna a criticare duramente le scelte del Governo italiano e il coinvolgimento strategico delle basi militari presenti nell’Isola.

Secondo la parlamentare pentastellata, lo scenario geopolitico attuale è estremamente pericoloso e rischia di trascinare anche il territorio siciliano dentro una dinamica di conflitto.

«La situazione è gravissima – afferma Carmina – e persino i rappresentanti del Governo sono stati costretti ad ammettere che molte delle azioni in corso avvengono in violazione del diritto internazionale. Dopo tutto quello che è stato detto sulla Russia, ora bisognerebbe essere coerenti: anche qui c’è un invasore e non si può applicare il diritto internazionale a corrente alternata».

La deputata del M5S mette in guardia sul rischio di un’escalation globale.

«Stiamo mettendo da parte le istituzioni internazionali – prosegue – mentre invece l’ONU andava rafforzato. È stato proprio il sistema delle Nazioni Unite a garantire la pace nel mondo per quasi ottant’anni. Senza quel sistema di regole si rischia davvero di scivolare verso uno scenario molto più pericoloso».

Per Carmina, infatti, il conflitto in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze imprevedibili.

«La verità – sostiene – è che siamo molto vicini a una terza guerra mondiale. Quando il diritto internazionale viene aggirato e quando si decide di bombardare senza un quadro condiviso dalle istituzioni internazionali, il rischio di un’escalation globale diventa reale».

Nel mirino della parlamentare c’è anche il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale e, in particolare, l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti in Sicilia.

«Il Governo sta esponendo la Sicilia a un rischio enorme consentendo l’utilizzo strategico delle basi di Sigonella, Birgi e Niscemi nell’ambito di un conflitto che non appartiene agli interessi del nostro Paese» afferma Carmina.

La deputata fa riferimento alle notizie sull’allerta e sul possibile coinvolgimento operativo delle strutture militari dell’Isola, dalla Naval Air Station Sigonella all’aeroporto militare di Trapani-Birgi, fino alla stazione MUOS di Niscemi.

«Questo significa – aggiunge – esporre i siciliani a possibili ritorsioni e a conseguenze concrete, come restrizioni dello spazio aereo, limitazioni operative e ricadute economiche pesanti, proprio alla vigilia della stagione turistica».

Carmina contesta anche alcune scelte diplomatiche del Governo italiano.

«Ci troviamo di fronte a una politica internazionale sempre più sbilanciata. Si parla di nuove organizzazioni o di nuovi assetti geopolitici mentre si mette da parte l’ONU. Ma non si può sostituire il sistema multilaterale con decisioni prese unilateralmente da pochi leader mondiali».

La deputata richiama anche i precedenti storici delle guerre giustificate con motivazioni poi rivelatesi infondate.

«Abbiamo già visto in passato come certe operazioni militari siano state giustificate con argomentazioni che si sono rivelate sbagliate – osserva – e non possiamo permettere che la comunità internazionale commetta ancora gli stessi errori».

Per questo, conclude Carmina, serve un cambio di rotta immediato.

«Non si può trascinare un territorio in uno scenario di guerra senza assumersi la responsabilità politica davanti al Parlamento e senza spiegare con chiarezza quali rischi concreti si stanno facendo correre ai cittadini. Il Governo deve fermare questa deriva e garantire che la Sicilia non venga utilizzata come piattaforma operativa in un conflitto che non riguarda gli interessi dell’Italia».

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