I gadget mafiosi sono un modo grottesco di rappresentare la Sicilia e ne tradiscono l’immagine

La lettera del giovane siciliano, a proposito della vendita di souvenir che fanno riferimento a simboli della cultura mafiosa, richiama l’attenzione su un fenomeno forse finora sottovalutato e che certamente non rende giustizia ad una terra che continua a dare segnali forti di discontinuità con un passato che va esecrato e non certo evocato.

Appare così chiaro come la presenza di oggetti e capi di abbigliamento richiamanti simboli e atteggiamenti mafiosi sia avventato e triste, specie pensando alla tipologia di gadget in vendita:

Spesso i gadget riportano immagini e scritte che risultano lesive della dignità dei siciliani onesti e laboriosi, ne si può accettare l’idea di rappresentare in questo modo una parodia di basso profilo per attrarre i turisti, consegnando loro un’immagine fortemente negativa di un territorio che allude palesemente alla violenza e alla mafiosità.

Dopo anni di impegno per isolare la cultura mafiosa è triste constatare che la stessa e i suoi simboli possano diventare protagonisti, sia pure ironicamente,  dei vari souvenir che si offrono ai turisti. In questo senso bisogna rendersi conto che non può esserci alcuna forma di vantaggio economico nei confronti di un fenomeno che ha mortificato e mortifica un popolo, come quello siciliano, che intende fortemente affrancarsi da una mentalità mafiosa che non può e non deve appartenergli e da messaggi che diffondono la cultura dell’illegalità.

Già alcune realtà siciliane si sono contraddistinte per il fermo no ad una tipologia di prodotti che oltre ad essere lesiva per l’immagine siciliana rasenta l’irrispettoso e sconfina nel kitch: basti pensare alla Valle dei Templi, che ne ha vietato la vendita già da tempo.

Infatti all’interno dell’area della Valle nessun gestore dei servizi aggiuntivi può commercializzare prodotti di questo tipo, mentre sono state adottate misure di tipo amministrativo per chiedere che lo stesso facciano tutti i rivenditori di gadget turistici nelle aree limitrofe date in concessione dal Parco.

Si tratta di un gesto  importante che ha comunque una doppia valenza, quella di affermare la totale estraneità a qualunque versione, anche quella più grottesca, dell’apologia del fenomeno mafioso e anche, di proporre della Sicilia la giusta immagine..

Siamo convinti comunque che la maggioranza dei siciliani (così come la maggioranza dei turisti) abbia abbastanza intelligenza da rifiutare questo modo grottesco di rappresentare la Sicilia.