“Ha perseguitato e minacciato l’ex fidanzata”: condannato 23enne

Dopo la fine della relazione con la fidanzata, per nulla rassegnato, ha perseguitato la ragazza fino ad appostarsi sotto casa, e importunandola sul luogo di lavoro. E in alcune occasioni se l’è presa anche con il padre, e una collega della giovane. Il Gup del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, con l’accusa di stalking, ha inflitto la condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, a L.E.C., un ventitreenne agrigentino. I fatti al centro del processo, per cui è finito per alcuni mesi agli arresti domiciliari, risalgono al mese di novembre scorso.

Il pubblico ministero Gianluca Caputo, al termine della requisitoria, aveva chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione. L’imputato, che è stato difeso dall’avvocato Daniele Re, ha beneficiato della sospensione della pena e il giudice dopo la sentenza, ha revocato la misura dei domiciliari, e lo ha rimesso in libertà.

Il ventitreenne avrebbe più volte molestato la ragazza sua coetanea, provando a convincerla a tornare con lui. E ad ogni rifiuto sarebbe stata perseguitata e minacciata. Inoltre l’ex fidanzato si sarebbe appostato sotto casa della giovane, nel centro storico della città, e avrebbe ripetutamente citofonato all’abitazione della ragazza. In un’altra circostanza l’ha raggiunta sul posto di lavoro, e avrebbe cercato di afferrarla per il collo e baciarla. Infine avrebbe incontrato casualmente, padre e figlia, minacciandoli entrambi di “prendere un’accetta per tagliargli il collo”.