Avrebbe maltrattato e minacciato la zia convivente, anche con l’uso di un coltello, e ha messo a soqquadro l’abitazione per farsi consegnare una somma in denaro, verosimilmente, per acquistare droga. E all’intervento dei carabinieri si è opposto al controllo usando violenza contro gli stessi militari, tanto da procurare loro lesioni sparse sul corpo. Per fermare l’esagitato sarebbe stato necessario l’utilizzo del taser. Un quarantasettenne di Porto Empedocle, è stato arrestato per l’ipotesi di reato di resistenza a Pubblico ufficiale.
Il gip del tribunale di Agrigento, Laerte Conti, accogliendo la richiesta del legale difensore dell’indagato, l’avvocato Monica Malogioglio, ha rigettato l’applicazione di una misura cautelare, disponendo l’immediata liberazione dell’empedoclino. Il pubblico ministero Alessandra Chiffi, aveva chiesto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.
L’arresto è stato convalidato. I militari, l’altro giorno, erano intervenuti nell’abitazione della zia dell’uomo, a seguito della chiamata di aiuto al 112, sostenendo che il nipote l’avesse minacciata e maltrattata. All’improvviso il quarantasettenne avrebbe tentato di indurla ad evitare di sporgere querela per l’accaduto e tentando di avvicinarsi alla donna s’è scagliato contro gli uomini in divisa. Due carabinieri hanno riportato delle lesioni curate all’ospedale San Giovanni di Dio, e dai medici giudicate guaribili con prognosi di sette giorni.
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