Applausi e consenso unanime del pubblico che ha gremito ieri sera il Teatro dell’Efebo di Agrigento per l’esecuzione della “Petite Messe Solennelle”, capolavoro di Rossini presentato nella sua versione originale dal Coro “Alessandro Scarlatti” sotto la direzione del Maestro Alessandra Pipitone, ed interpretato dai solisti Katia Ilardo (soprano), Lorena Scarlata (contralto), Samuele Di Leo (tenore) e Salvatore Grigoli (basso), accompagnati da Elia Tagliavia al primo pianoforte, Riccardo Scilipoti al secondo pianoforte e Andrea Gallina all’armonium.
La performance ha confermato le attese ed ha costituito una piacevole novità per lo scenario dell’antica cavea del Giardino Botanico, in una serata voluta dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, che nel suo intervento ha rimarcato il grande spessore artistico e culturale dell’opera e l’importanza della musica come strumento di aggregazione sociale, crescita culturale e condivisione.
“Proprio per questo – ha detto Pendolino – abbiamo voluto offrire gratuitamente l’evento alla cittadinanza, favorendo la più ampia partecipazione possibile, confermando il Teatro dell’Efebo come punto di riferimento per la promozione artistica e musicale del territorio”.
Accanto al presidente Pendolino era presente la dirigente del primo settore affari generali del Libero Consorzio Comunale, Maria Antonietta Testone, che ha posto l’accento sulla significativa presenza di pubblico, a conferma del richiamo effettuato da iniziative culturali di qualità e di spessore, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. Numerose le autorità presenti: tra queste il prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, il sindaco Michele Sodano, il consigliere del Libero Consorzio, Vito Terrana, rappresentanti delle istituzioni civili e militari e numerosi esponenti del mondo della cultura.
L’inaugurazione della stagione 2026 del Teatro dell’Efebo, presentata da Rosi Mandracchia, ha rappresentato senz’altro un importante momento di incontro tra istituzioni, artisti e cittadini, confermando il ruolo centrale della cultura e della musica nella vita della comunità agrigentina.

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