Girgenti acque spiega: “Ecco perchè stiamo licenziando”

AGRIGENTO. Girgenti acque “rompe” il silenzio attorno alla questione dei licenziamenti ed in una nota, inviata al Prefetto, Dario Caputo e per conoscenza ai sindacati che hanno  indetto uno sciopero, fa chiarezza sulle reali motivazioni che hanno determinato questa scelta. La nota porta la firma di Marco Campione, presidente di Girgenti acque Spa.

“Il numero del personale ad oggi interessato dalla procedura di licenziamento collettivo – spiega il presidente della società che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Agrigento – è di 26 unità, in quanto per 6 unità si è proceduto a reiterare il licenziamento precedentemente comminato per giusta causa. Il motivo posto alla base dei licenziamenti trova fondamento nella delibera dell’Assemblea territoriale idrica con la quale la nuova tariffa (per il periodo 2016-2019) è stata approvata in diminuzione, azzerando la componente destinata agli investimenti”. In sostanza la società riceve di meno e deve tagliare i costi.

“E’ stato quindi ridimensionato il personale direttamente collegato alle attività di investimenti straordinari – aggiunge Girgenti acque – che non essendo stati finanziati dalla tariffa, hanno dovuto subire, ovviamente, una drastica riduzione. Il numero del personale dedicato alle attività ordinarie è rimasto invariato e risulta essere adeguato e per nulla insufficiente: non potrà, quindi, registrarsi alcun aumento di carico di lavoro per il personale addetto alle attività ordinarie”. I sindacati, nel convocare lo sciopero, avevano fatto riferimento ai futuri carichi di lavoro che si dovranno sobbarcare i dipendenti che rimangono, in quanto non possono essere sostituiti. E non potranno godere di ferie che vanno ad accumularsi. Nella denuncia si parla di 16.000 giorni di ferie non godute dai dipendenti. “Il dato così come riportato dalle organizzazioni sindacali – aggiunge Campione – in valore assoluto, appare abnorme: lo stesso dato visto in proporzione al relativo periodo di maturazione, corrisponde di fatto ad un valore medio pro capite di 6,4 giorni di ferie annui non goduti rispetto ai 30 giorni medi annui spettanti; tale dato è perfettamente in linea con l’andamento statistico produttivo del settore. Ciò conferma che le Società garantiscono il godimento delle giornate di riposo nel rispetto delle disposizioni di legge e di contratto collettivo”.

Il presidente inoltre spiega i carichi di lavoro. “Girgenti acque svolgendo il proprio servizio su 27 Comuni, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno deve costantemente garantire la piena funzionalità del servizio reso, in particolar modo durante il periodo estivo, dove l’esigenza della fornitura idrica aumenta in maniera considerevole e nel quale le esigenze tecniche organizzative impongono un minor numero di addetti in ferie; vista la natura del servizio svolto è possibile che in alcuni circoscritti casi si manifesti la necessità di revocare dei giorni di ferie, che vengono sistematicamente riassegnati  in un periodo successivo. A riprova di quanto sostenuto, le ferie concesse e godute nell’anno 2018 superano di oltre il 30 % il valore previsto dal piano ferie pubblicato. Il ricorso, come impropriamente definito dai sindacati al lavoro aggiuntivo altro non è che lavoro straordinario effettuato in regìme di reperibilità regolarmente retribuito”.

Altra risposta ai sindacati sulla denuncia che i dipendenti vengono utilizzati sia da Girgenti acque che dalla controllata Hydortecne, senza alcuna suddivisione delle mansioni. “Occorre rilevare – come già ripetutamente affermato in passato – che è stata costituita la Hydortecne Srl, Società interamente partecipata da Girgenti Acque; è azienda metalmeccanica e si occupa, tra l’altro, della realizzazione, gestione, manutenzione e controllo di impianti tecnologici vari. Girgenti acque e Hydortecne  hanno stipulato un contratto di rete, con l’obiettivo, tra gli altri, di “esercitare in comune un’attività di erogazione di servizi strumentali alle rispettive imprese, condividendo la strumentazione tecnica o altre strutture operative. Nell’ambito del contratto di rete, le due società hanno inoltre previsto che “al fine di dare concreta attuazione agli obiettivi e di utilizzare reciprocamente l’istituto del distacco temporaneo di personale per tutta la durata del contratto di rete”.