Giovani e futuro della Sicilia, ad Agrigento il confronto promosso da Chiamata Sicilia: «Restare, partire o tornare deve essere una scelta»
Una riflessione sul futuro dei giovani siciliani, tra opportunità, lavoro, formazione e qualità della vita. È questo il filo conduttore dell’incontro “Restare, partire, tornare. Quali prospettive per i giovani siciliani?”, promosso da Chiamata Sicilia e ospitato a Casa San Filippo, nel Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della scuola, dell’università, dell’associazionismo e della cultura con l’obiettivo di affrontare una delle questioni più sentite dalle nuove generazioni: come fare in modo che restare in Sicilia, partire per acquisire nuove competenze o tornare dopo un’esperienza fuori dall’Isola siano scelte dettate dalle opportunità e non dalla mancanza di alternative. La discussione, moderata da Matteo Greco insieme ad Angelo Murtore e Simona La Loggia, ha evidenziato come il fenomeno dell’emigrazione giovanile non possa essere affrontato soltanto attraverso dati statistici, ma richieda una riflessione più ampia sullo sviluppo della Sicilia, sulla qualità dell’offerta formativa, sulle prospettive occupazionali e sulla capacità dei territori di creare reti e occasioni di crescita.
Ad aprire l’incontro è stata la Vice Prefetto Vicario, Dott.ssa Vaccaro, intervenuta in rappresentanza della Prefettura di Agrigento. Nel corso della serata è stato inoltre ricordato il messaggio di sostegno inviato dal prefetto Salvatore Caccamo, mentre Padre Pontillo, in rappresentanza della Curia e del Vescovo, ha richiamato l’attenzione sul valore delle comunità nel sostenere le aspirazioni delle nuove generazioni. Un ringraziamento è stato rivolto anche al Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, che ha patrocinato l’iniziativa, e al direttore Arch. Roberto Sciarratta per la disponibilità degli spazi di Casa San Filippo. Presente anche il Soroptimist Club Agrigento, rappresentato dalla presidente Maria Anna Barraco.
L’associazione Chiamata Sicilia, rete che riunisce giovani professionisti siciliani presenti nell’Isola e in altre realtà italiane e internazionali, promuove attività di confronto, ricerca e dialogo con le istituzioni per contribuire allo sviluppo del territorio attraverso il coinvolgimento di competenze diverse. Tra gli interventi più significativi quello della professoressa Angela Rancatore, docente di lingua inglese al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “Raffaello Politi” di Agrigento, che ha riportato le esigenze raccolte tra gli studenti. I giovani, ha spiegato, chiedono soprattutto orientamento, ascolto e strumenti per costruire il proprio percorso con consapevolezza. Due le paure ricorrenti: sentirsi invisibili e vivere la partenza come una scelta senza ritorno.
La scuola, secondo Rancatore, deve aiutare gli studenti a riconoscere i propri talenti e rendere ugualmente legittime le decisioni di restare o partire. La docente ha inoltre evidenziato il valore della memoria del territorio come leva per progettare il futuro e ha lanciato l’idea di un possibile “Agrigento Next Lab”, un laboratorio permanente capace di mettere in rete scuola, università, imprese e istituzioni per sviluppare progetti dedicati all’innovazione, al turismo, all’intelligenza artificiale applicata ai beni culturali e alla rigenerazione urbana.
Il professor Giacomo Minio, docente di Economia applicata ai Beni culturali dell’Università di Palermo, ha posto invece l’accento sulla necessità di una maggiore coordinazione tra enti pubblici, università, imprese, terzo settore e filiere culturali. Secondo Minio, il patrimonio storico, paesaggistico e culturale della Sicilia potrà trasformarsi in una reale opportunità di sviluppo solo attraverso una strategia condivisa capace di mettere in relazione competenze, investimenti e progettualità. Sul ruolo della cultura è intervenuto Marco Savatteri, autore, regista e compositore teatrale, che ha raccontato come il teatro e le attività culturali possano rappresentare un’opportunità professionale e un elemento di attrazione per giovani provenienti anche da altre città italiane, tra cui Genova, Lodi, Amalfi e Palermo.
Un’esperienza che dimostra come Agrigento possa diventare non soltanto un luogo da cui partire, ma anche una destinazione capace di accogliere talenti e generare nuove occasioni di lavoro. Il tema della progettazione europea è stato affrontato da Gaetano Di Ballo, cofondatore e presidente di T.T.T. Aps, che ha sottolineato l’importanza di rafforzare le competenze nella costruzione di partenariati e nell’accesso ai programmi comunitari per sostenere progetti con un impatto concreto sulle comunità locali. Tra gli esempi richiamati durante il suo intervento anche la biblioteca di Villaseta, nata dall’ascolto dei bisogni del territorio e dalla collaborazione tra realtà associative.
A portare il saluto dell’associazione è stato il vicepresidente di Chiamata Sicilia, Bruno Salerno, che ha ribadito la volontà della rete di continuare a costruire occasioni di confronto e collaborazione tra istituzioni, scuola, università, imprese e associazioni. L’iniziativa, ideata da Giuseppe Di Paola e Carmelo Sostegno, rappresenta infatti il primo passo di un percorso che punta a trasformare il dibattito sul futuro dei giovani siciliani in proposte e azioni condivise. Il messaggio conclusivo emerso dal confronto è stato condiviso da tutti i relatori: partire può essere un’opportunità di crescita, restare una scelta consapevole e tornare un valore aggiunto per il territorio. Perché questo sia possibile servono orientamento, lavoro qualificato, investimenti nella formazione, progettazione condivisa e una rete capace di valorizzare le competenze delle nuove generazioni, affinché nessun giovane sia costretto a lasciare la Sicilia per assenza di prospettive.
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