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Home » top3 » Gianofrio Pagliarulo, dalla Puglia alla Sicilia: «Mi sono innamorato di questa terra, continuiamo a investirci»

Gianofrio Pagliarulo, dalla Puglia alla Sicilia: «Mi sono innamorato di questa terra, continuiamo a investirci»

15 Agosto 2026
in top3, Valle dei Templi
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Gianofrio Pagliarulo, dalla Puglia alla Sicilia: «Mi sono innamorato di questa terra, continuiamo a investirci»

Non è siciliano, ma della Sicilia e di Agrigento si è innamorato. E da quasi vent’anni, insieme ai suoi soci, ha scelto di investire sul territorio, dalla ricettività alle energie rinnovabili fino al recupero di un pezzo di paesaggio rurale nel cuore della Valle dei Templi.

È la storia raccontata da Gianofrio Pagliarulo, imprenditore pugliese premiato con il riconoscimento “Orgoglio Siciliano oltre confine – Visione e Amore per la Sicilia”, nel corso della serata dedicata al Premio Fotografico e alle eccellenze del territorio.

La consegna del riconoscimento è diventata l’occasione per un talk con il giornalista Domenico Vecchio, proprio alla Fattoria Valle dei Templi, il luogo recuperato da Pagliarulo e dai suoi soci e scelto per ospitare la manifestazione.

«Non siamo una location, siamo un’azienda agricola»

Pagliarulo ha voluto chiarire innanzitutto la filosofia che sta dietro al progetto.

«Noi siamo un’azienda agricola, non siamo una location e non siamo un luogo della movida. Qui produciamo quintali di limoni, pomodori e zucchine e lo facciamo tutti i giorni».

Un’area che, ha ricordato Vecchio durante il talk, fino a pochi anni fa era abbandonata e che oggi è tornata produttiva senza perdere la propria identità rurale.

«Abbiamo recuperato non soltanto un pezzo di paesaggio – ha spiegato Pagliarulo – ma lo abbiamo reso produttivo e ci auguriamo che possa continuare ad esserlo».

Oggi nella struttura lavorano 15 persone e, secondo quanto raccontato dall’imprenditore, vi operano quotidianamente anche tre ricercatori dell’Università di Catania, con attività che hanno già portato alla realizzazione di pubblicazioni scientifiche sulla genetica delle piante.

Il trenino e una diversa idea di fruizione della Valle

Anche la scelta di raggiungere la Fattoria attraverso un trenino non è stata pensata soltanto per la serata del Premio.

Pagliarulo ha spiegato che si tratta della normale modalità di accesso alla struttura, una scelta legata alla volontà di preservare un luogo che considera particolarmente delicato.

«È un luogo che ha bisogno di rispetto perché è un luogo di lavoro, ma soprattutto perché è un paesaggio unico. Ha bisogno di cura e attenzione».

E proprio il paesaggio è uno degli elementi che più hanno colpito l’imprenditore pugliese.

Da quel punto della Valle lo sguardo abbraccia contemporaneamente la città vecchia di Agrigento, il paesaggio agricolo e quello rurale, senza il rumore e la presenza delle automobili.

«Io non sono siciliano, sono pugliese, ma mi sono innamorato di questo luogo», ha raccontato.

Secondo Pagliarulo, proprio questa particolare relazione tra città e campagna rappresenta qualcosa da preservare: «Questo paesaggio ha diritto di sopravvivere e lo può fare solamente attraverso chi si dedica all’agricoltura. Non siamo un museo dell’agricoltura o della civiltà contadina».

Gli investimenti ad Agrigento dal 2008

Il confronto ha poi allargato lo sguardo agli investimenti realizzati dal gruppo sul territorio agrigentino.

Pagliarulo ha raccontato che sono tre gli investimenti realizzati ad Agrigento e che la presenza del gruppo sul territorio risale al 2008. Tra questi figurano anche il settore delle energie rinnovabili e quello della ricettività, con l’Hotel Baglio della Luna.

Alla domanda se, dopo tanti anni, si fosse mai pentito di avere scelto Agrigento, la risposta è stata netta:

«Non ci siamo pentiti».

L’arrivo in città, ha raccontato, non sarebbe stato inizialmente il risultato di un progetto prestabilito, ma di una serie di occasioni imprenditoriali. Anche l’investimento nel Baglio della Luna sarebbe nato dopo aver frequentato e conosciuto quel luogo.

«Noi ci siamo semplicemente innamorati del posto».

Pagliarulo ha parlato positivamente anche del contesto incontrato ad Agrigento: «Abbiamo trovato un buon tessuto, sia sociale sia economico. Io mi trovo bene, vengo una settimana al mese».

«Il capitale? Lo abbiamo sempre reinvestito sul territorio»

Un passaggio significativo ha riguardato proprio il rapporto economico con Agrigento.

«Abbiamo investito. Il nostro capitale non è stato ripagato perché abbiamo sempre reinvestito sul territorio», ha spiegato l’imprenditore.

Dietro operazioni come quella della Fattoria, ha aggiunto, non può esserci soltanto il ritorno immediato dell’attività agricola o della ristorazione. C’è una strategia imprenditoriale più ampia, legata alla capacità di dare valore nel tempo ai beni e agli investimenti.

Ed è proprio questa visione che ha portato all’assegnazione del riconoscimento.

La motivazione della targa consegnata a Pagliarulo recita: «Per aver saputo coniugare impresa, ospitalità e valorizzazione del territorio, trasformando ogni progetto in un’opportunità di crescita e promozione dell’Identità Siciliana, con uno sguardo rivolto al Futuro e alle nuove Generazioni». 

Agrigento vista con gli occhi di chi l’ha scelta

Il talk ha finito così per raccontare qualcosa che va oltre la storia personale di un imprenditore.

Pagliarulo è arrivato dalla Puglia, ha conosciuto Agrigento quasi per caso e ha deciso di restare, investire e continuare a farlo. Uno sguardo esterno che ha riconosciuto valore anche in luoghi che la città aveva progressivamente dimenticato.

La stessa Fattoria ne è diventata un esempio: un’area abbandonata fino al 2020 trasformata nuovamente in spazio agricolo produttivo, luogo di lavoro, ricerca e fruizione del paesaggio.

Ed è forse proprio questo il significato più interessante del premio “Visione e Amore per la Sicilia”: riconoscere anche chi siciliano non è, ma ha scelto questa terra, ne ha visto le potenzialità e ha deciso di investirci.

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