Furti d’acqua sulla condotta Aragona-Gela: 26 indagati

La Procura di Gela ha fatto notificare l’avviso di chiusura delle indagini preliminari, l’atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, a carico di 26 persone, tutte della provincia di Agrigento, coinvolte nell’ambito dell’inchiesta denominata “H2O”, su numerosi furti di acqua dalla condotta Aragona-Gela. Il gip Marica Marino, nei mesi scorsi, ha firmato un’ordinanza con cui applicava il divieto di dimora, e l’obbligo di firma, rigettando la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata per 14 dei 26 indagati. L’indagine è iniziata alla fine del 2019, dopo le denunce presentate da Siciliacque, che aveva lamentato i continui furti soprattutto nel Comune di Licata.

Gli indagati sono: Antonino Russo, 60 anni; Salvatore Russo, 30 anni; Giovanni Marotta, 47 anni; Gianluca Incorvaia, 38 anni; Angelo Sferrazza, 54 anni; Calogero Sferrazza, 56 anni; Vincenzo Sferrazza, 34 anni; l’omonimo Vincenzo Sferrazza, 28 anni; Carmelo Sferrazza, 44 anni; Rosario Galletto, 56 anni; Giacinto Marzullo, 56 anni; Bruno Licata, 48 anni; Raffaele Licata, 58 anni; Angelo Porrello, 50 anni, Giuseppe Natale, 40 anni; Angelo Lo Brutto, 56 anni; Antonio Schembri, 53 anni; Francesco Incorvaia, 39 anni; Paolo Giambra, 49 anni; Giuseppe Zarbo, 66 anni; Emanuele Sanfilippo, 50 anni; Angelo Consagra, 50 anni e Francesco Truisi, 62 anni, tutti di Licata, ed ancora Antonino Broccia Veneziano, 51 anni, di Favara, Calogero Ferro, 68 anni di Canicattì ed Enzo Marco Mulè, 50 anni di San Donato Milanese.

Tra gli indagati, difesi tra gli altri dagli avvocati, Leonardo Marino, Luigi Ciotta, Angelo Balsamo, Giuseppe Glicerio e Giovanni Salvaggio, c’è anche un manovratore dell’escavatore di Siciliacque, accusato di favoreggiamento personale per avere informato, diversi agricoltori che stava svolgendo degli scavi finalizzati a scoprire gli allacci abusivi.