Favara, appalto truccato: spariscono gli atti e la sentenza slitta

I documenti di cui la Corte di appello ha ordinato l’acquisizione non si trovano. Slitta ancora la sentenza del processo di appello, a carico di sei imputati, scaturito dall’operazione “Kainè trapeza” su un presunto appalto milionario truccato al Comune di Favara. Si torna in aula il 5 dicembre. L’inchiesta, il 7 febbraio del 2013, ha fatto scattare tre arresti. Gli imputati dello stralcio abbreviato  sono i favaresi Michelangelo Palumbo, 50 anni, ritenuto un collaboratore dell’impresa Gng; Antonella Nobile, 41 anni, con lo stesso ruolo del primo; Gaetano Lo Porto, 53 anni, considerato il titolare di fatto dell’impresa “Gl costruzioni”; Assunta Caruana, 53 anni, amministratrice unica della stessa società; Antonio Iacolino, 61 anni, e il figlio Calogero, 30 anni, responsabili di un’impresa che commercializza materiale elettrico. Al centro dell’inchiesta c’è la presunta turbativa della gara, bandita nel 2008 dal Comune di Favara, per lavori di consolidamento e riqualificazione degli orti urbani.“