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Home » Buone Notizie (gusto e bontà) » Raffadali celebra il suo oro verde: dal 17 al 20 settembre torna il Fastuca Fest

Raffadali celebra il suo oro verde: dal 17 al 20 settembre torna il Fastuca Fest

9 Settembre 2026
in Buone Notizie (gusto e bontà)
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Quattro giorni di degustazioni, show cooking, cultura e spettacoli per celebrare il Pistacchio di Raffadali Dop. La decima edizione guarda anche alla Puglia e alla Valle d’Itria, mentre il territorio punta a trasformare la sua eccellenza in un vero motore di sviluppo economico e turistico.

È tutto pronto a Raffadali per la decima edizione del Fastuca Fest, la manifestazione che dal 17 al 20 settembrecelebrerà il prodotto agricolo diventato simbolo del territorio: il Pistacchio di Raffadali Dop.

Quattro giornate durante le quali il centro cittadino si trasformerà in una grande vetrina del gusto, con degustazioni, show cooking, incontri, mostre, musica, iniziative culturali e appuntamenti dedicati alla salute. Un evento cresciuto negli anni insieme alla notorietà del Pistacchio di Raffadali e che per l’edizione del decennale punta a rafforzare ulteriormente il legame fra prodotto, territorio e sviluppo economico.

Il programma ufficiale prevede, tra gli altri appuntamenti, il Percorso del Gusto, workshop dedicati alla filiera e alla sostenibilità, la Piazza della Salute, incontri con gli autori e numerosi momenti di cucina dal vivo. 

Gazziano: «Ogni anno cerchiamo di migliorare»

A raccontare lo spirito della manifestazione è Salvatore Gazziano, direttore del Consorzio di tutela del Pistacchio di Raffadali Dop.

«Le novità sono tante perché ogni anno cerchiamo sempre di fare un’edizione diversa e di migliorare. Abbiamo nuovi piatti all’interno del Percorso del Gusto e sabato sera faremo una serata particolare con la Puglia».

Proprio il gemellaggio enogastronomico con le eccellenze pugliesi e della Valle d’Itria rappresenta una delle novità dell’edizione 2026. Sabato 19 settembre, alle 20, nell’area show cooking di piazza Europa, il Pistacchio di Raffadali Dop incontrerà le eccellenze della Puglia e della Valle d’Itria. A seguire, dalle 21 in piazza Progresso, spazio alla Notte di Pizzica, Taranta e Tammorra. 

Torna anche uno degli appuntamenti ormai consolidati della manifestazione, la Piazza della Salute, in programma sabato mattina.

«Il Pistacchio di Raffadali, oltre ad essere un’eccellenza dal punto di vista culinario – sottolinea Gazziano – ha anche benefici importanti per quanto riguarda l’aspetto salutistico. Poi ci saranno tante altre attività con i bambini, spettacoli e momenti culturali».

Venerdì sera ci sarà inoltre Mimmo Galletto, con i suoi monologhi in siciliano: «Un appuntamento che arricchirà ulteriormente l’evento e le tante attività pensate per tutti coloro che in questi quattro giorni verranno a Raffadali».

La grande cucina incontra il Pistacchio di Raffadali

Particolare attenzione sarà riservata, come sempre, alla cucina e alla pasticceria. Non sarà presente Antonino Cannavacciuolo, come erroneamente indicato in una prima ricostruzione, ma un pasticcere che lavora con lo chef Cannavacciuolo, coinvolto negli appuntamenti dedicati alla pasticceria d’autore.

Il programma ufficiale prevede per domenica 20 settembre, alle 20 in piazza Europa, lo show cooking “Talenti in verde – Lievitati, Alta Cucina e Pasticceria d’autore”, uno degli appuntamenti che chiuderanno la quattro giorni raffadalese. 

Il sindaco: «Il pistacchio deve diventare il volano dell’economia»

Per il sindaco di Raffadali l’edizione numero dieci assume un significato particolare, essendo la prima vissuta alla guida dell’amministrazione comunale.

«È un motivo di grande orgoglio. Questo è il decimo anniversario e il mio primo da sindaco di Raffadali. È un percorso, un progetto che ho sposato da semplice cittadina e che adesso sposo anche come sindaco».

L’ambizione, però, va ben oltre i quattro giorni del Fastuca Fest. L’obiettivo è utilizzare il pistacchio come strumento di promozione del territorio e sviluppo economico, creando opportunità capaci di trattenere soprattutto le nuove generazioni.

«Spero che il Pistacchio di Raffadali non sia soltanto un punto di inizio. Quello che a me interessa è che sia il volano dell’economia di Raffadali. Tanti ragazzi sono ormai fuori dal paese proprio perché cercano lavoro altrove. Io credo che il pistacchio e anche altre fonti di economia possano essere utili e servire alla mia comunità per rimanere».

Una prospettiva che passa anche dalla trasformazione del prodotto:

«Vorrei che le nuove generazioni rimanessero a Raffadali con noi, che credessero nei progetti raffadalesi e li portassero avanti; che si utilizzi il pistacchio sia nella fase della produzione sia in quella della lavorazione e che questi ragazzi possano trovare una risposta economica e decidere di rimanere con noi a Raffadali. Questo è il mio più grande sogno».

Il passaporto digitale per riconoscere il vero Pistacchio di Raffadali Dop

La crescita del prodotto passa inevitabilmente dalla tutela della denominazione e dalla capacità di distinguere il pistacchio certificato da quello che viene impropriamente presentato come prodotto raffadalese.

«Il Pistacchio di Raffadali si distingue anche per il metodo di tracciabilità che abbiamo individuato – spiega Gazziano – perché grazie al passaporto digitale con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato abbiamo un contrassegno che permette di dare al nostro pistacchio una carta d’identità digitale e consente al consumatore di distinguerlo da tutti gli altri».

Un tema particolarmente importante perché, come riconosce lo stesso direttore del Consorzio, non tutto ciò che viene proposto nei menù come Pistacchio di Raffadali è necessariamente prodotto certificato.

«Il consumatore, quando acquista il Pistacchio di Raffadali, deve avere la garanzia della presenza del logo giallo e rosso della Dop della Comunità europea e del passaporto digitale. Senza questo non può essere Pistacchio di Raffadali».

La Dop, inoltre, non coincide esclusivamente con i confini del Comune. L’areale previsto dal disciplinare comprende 31 comuni delle province di Agrigento e Caltanissetta, nel rispetto delle caratteristiche e del percorso di certificazione previsto.

Sciarratta: «Il Parco ha sposato il progetto del pistacchio»

Il progetto di valorizzazione ha trovato negli anni un alleato importante anche nel Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.

Il direttore Roberto Sciarratta ricorda come la coltivazione del pistacchio sia entrata a pieno titolo nel più ampio progetto di recupero del paesaggio agricolo storico della Valle.

«È un progetto che abbiamo sposato. Nella Valle avevamo già dei pistacchi, li abbiamo recuperati e negli scorsi anni ne abbiamo piantati altri. È un lavoro intenso che corrisponde agli obiettivi di tutela, in questo caso paesaggistica».

Il Parco ha realizzato anche un nuovo pistacchieto nell’area archeologica di Grotta Rossa.

«Questo ha significato che il Parco tutela non soltanto l’archeologia, ma anche il paesaggio. Il pistacchio che coltiviamo ha delle qualità e merita di fare parte a pieno titolo di questo grande areale, al quale partecipano altri enti e altri comuni, ma che ha comunque il suo centro principale a Raffadali».

Il pistacchio e i suoi derivati fanno inoltre parte del progetto Diodoros, attraverso il quale il Parco valorizza le produzioni del paesaggio della Valle.

«È una delle concessioni che fanno parte del paniere Diodoros – aggiunge Sciarratta – con cui si realizza non soltanto il prodotto già sgusciato ma, insieme al concessionario, anche preparati, creme e pesto di pistacchio».

Una festa che guarda allo sviluppo del territorio

Il Fastuca Fest 2026 arriva dunque alla sua decima edizione con una dimensione che va ormai ben oltre quella di una tradizionale festa enogastronomica. Lo stesso Consorzio presenta l’evento come una vetrina per produttori, trasformatori, imprese agroalimentari e operatori turistici, con l’obiettivo di promuovere il Pistacchio di Raffadali Dop e creare ricadute economiche sul territorio. 

Quattro giorni per assaggiare, conoscere e raccontare la Fastuca, ma soprattutto per consolidare un’identità costruita negli anni attorno a un prodotto che oggi rappresenta una delle eccellenze agroalimentari più riconoscibili del territorio agrigentino.

La sfida, adesso, è quella indicata dagli stessi protagonisti: fare del Pistacchio di Raffadali non soltanto un prodotto da celebrare, ma un volano capace di generare turismo, impresa, lavoro e nuove opportunità per le giovani generazioni.

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