Tra Farm e Comune adesso è alleanza per il futuro di Favara

Tra FARM e COMUNE un’alleanza con l’arte per il futuro di Favara.

In estrema sintesi questo è il messaggio che si deve cogliere dalla conferenza stampa di ieri della Sindaca pentastellata Anna Alba , che ha presentato lo schema-bozza di convenzione con la Farm.
In maniera sbrigativa i media sintetizzano tutto nella disposizione che chiaramente stabilisce che per entrare nei “Sette Cortili”, sede della Farm, si dovrà pagare.
Vero anche questo! Ma questo, anche se è l’aspetto che più ha attirato ed attira l’attenzione, (e forse anche tra i più discutibili !), non è certo l’aspetto più importante e problematico di tutta la faccenda. Pagamento del biglietto d’ingresso espressamente richiesto dalla farm, come ha sottolineato la Sindaca, che comunque su tutto non si è stancata di ripetere che al momento si tratta solo di una bozza, su cui si dovrà riflettere , non solo da parte degli organismi previsti dalla legge, ma anche da parte di tutti cittadini, residenti e non all’interno dei Sette Cortili, per dare poi alla massima assise cittadina che è il Consiglio Comunale, al quale spetta la decisione definitiva, la possibilità di decidere valutando tutte le opinioni.
Nelle prossime settimane perciò si prevedono a Favara accese discussioni, già comunque in atto, non solo sull’opportunità o meno del biglietto d’ingresso, ma anche su altri aspetti ancora più importanti, di sostanza e procedurali, a partire dalla stessa intestazione dell’ “atto deliberativo” da parte della Giunta, definito quale: “atto d’indirizzo politico” che invece appare, così come è stato presentato come una convenzione vera e propria, frutto di “lavori preparatori bilaterali” tra Comune e Farm. Quando invece, come viene sottolineato dagli esperti, l’approvazione di un “atto deliberativo” in questa materia è di competenza esclusiva del Consiglio Comunale.
Basta solo questo esempio per capire ! mentre si rischia intanto di far passare in secondo piano l’attenzione massima che dovrebbe avere invece il bilancio triennale 2016-2018 stabilmente riequilibrato, approvato finalmente dalla Giunta Alba. Un bilancio assai importante, anzi particolare, inconsiderazione che il Comune è in dissesto finanziario.
Ma andiamo alla Convenzione Farm –Comune ed all’aspetto che attira più attenzione e polemiche, cioè il biglietto d’ingresso di sei euro o di qualcosa in meno.
Una persona stimata ed equilibrata come l’avv. Mimmo Russello, su facebook pone la questione in questi termini sul pagamento di un biglietto d’ingresso: “… occorre … capire se la richiesta avanzata da Farm sia di natura speculatoria, dettata solo da avidità di guadagno e di arricchimento personale, oppure nasca dall’indispensabile esigenza di assicurare la stessa sopravvivenza di F.C.P. e consentirle la continuazione delle proprie attività, nell’interesse dell’intera comunità favarese”.
Ed il riferimento è all’accorata lettera del notaio Andrea Bartoli e della sua consorte Florinda Saieva, “i due pilastri di questa storia”, che ai primi giorni del luglio scorso, a conclusione dei festeggiamenti per i sette anni di Farm, hanno lanciato un accorato appello, chiedendo un sostegno economico per potere continuare.
Favara – che si è dimostrata per la Farm, come per altre iniziative valide, il terreno più adatto ed a giudizio di non pochi, come l’unica città in cui una simile iniziativa poteva attecchire, – sicuramente troverà il modo per risolvere positivamente la questione.
Abbandonando le polemiche ed i comportamenti scandalosamente errati, pare sicuro che tutto si risolverà riportando anzitutto il dibattito su temi alti , da dove è iniziato ! cioè sull’arte e la legalità, con il rinnovato desiderio di ridisegnare veramente Favara, seppellendo il passato.
Nel nome dell’arte , recuperare slancio creativo e anelito di giustizia sociale, con la capacità anche di sapersi indignare quando la personalità della gente più umile viene calpestata, mentre un futuro di benessere raggiunge come in passato una ristretta cerchia di privilegiati.
Grande la responsabilità del Consiglio Comunale che nell’alleanza con l’arte, dovrà sancire le decisioni più sagge per il futuro di Favara, partendo dalla situazione del dissesto. E francamente mi viene da pensare che la logica del passato che ha portato il Comune al dissesto, con una voragine di decine di milioni di debito, sia stata determinata da un “liberalismo” esasperato che ha favorito il privato a costante danno del pubblico, con la situazione che è sotto gli occhi di tutti: povertà che si è dilatata, con una fascia ristretta che invece ha aumentato il suo benessere e ne fa anche sfoggio. Adesso da evitare che siano colpiti i più deboli già spremuti e sfruttati.
Nel nome anche dell’arte, una logica diversa !
Diego Acquisto