Falsi documenti a migranti: chiesti 9 rinvii a giudizio

Il pubblico ministero Paola Vetro ha chiesto il rinvio a giudizio di 9 persone accusate del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Avrebbero procurato ad immigrati, arrivati clandestinamente in Italia, documenti, biglietti di viaggio e mettendo a disposizione abitazioni, fra Porto Empedocle e Lampedusa, che servivano ad evitare i controlli e i relativi rimpatri. Sulla richiesta della Procura adesso si dovrà pronunciare il Gup del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, nell’udienza fissata per il 9 febbraio.

Le indagini sono state condotte dalla squadra Mobile di Agrigento, e il 18 aprile del 2019, portò all’arresto di due tunisini: Nazha Achibi di 56 anni e Sadok Fathallah di 62 anni. I due dietro il pagamento di somme di denaro, avrebbero favorito l’illegale permanenza di cittadini stranieri sul territorio nazionale. Stessa ipotesi di reato è contestata anche a Mohamed Ahmed Mansour, 30 anni, figlio di tunisini ma nato in Italia; El Aid Ben Mohamed, 44 anni, tunisino, e Mario Caruana, 38 anni, di Porto Empedocle.

Stesso titolo di reato ma condotte diverse per tre componenti dell’associazione “Askavusa”: Francesca Del Volgo, 41 anni; Annalisa D’Ancona, 41 anni e Irene Cocco, 39 anni. Il solo Ben Mohamed Mohamed, tunisino di 26 anni, uno dei migranti entrati illegalmente in Italia che avrebbe ricevuto i documenti per restare in Italia, è accusato di false dichiarazioni a pubblico ufficiale.