Facevano prostituire con droga, riti wodoo e minacce. Arrestati due nigeriani

Giovani nigeriane soggiogate con riti voodoo e minacce per costringerle alla prostituzione. E’ quanto portato alla luce dai militari della guardia di finanza di Palermo, che hanno arrestato due uomini. I due, di nazionalità nigeriana, sono stati fermati ad Agrigento e Alessandria. Per gli inquirenti appartengono a un’associazione per delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento della prostituzione.

Secondo quanto ricostruito dalla Finanza, l’organizzazione spingeva alcune giovani nigeriane “a fronte della promessa di un lavoro in Italia, ad assumersi un debito di 30 mila euro, quale pagamento del viaggio verso l’Italia e per l’avviamento al lavoro. Le ragazze, che si trovavano in uno stato di vulnerabilità psicologica, sottoposte a riti voodoo, venivano trasferite in Libia, in strutture di detenzione, per poi essere imbarcate alla volta dell’Italia, in particolare Lampedusa. Dopo essere giunte nel centro di prima accoglienza di Siculiana, venivano avviate alla prostituzione, con l’obbligo di riscattare progressivamente la somma concordata per riottenere la libertà’ ed evitare conseguenze per loro e i familiari in Nigeria”.

Le indagini hanno permesso di stabilire che “i due fermati nello scorso fine settimana erano incaricati di condurre le ragazze vittime della tratta dal centro di prima accoglienza ‘Villa Sikania’ di Siculiana a Catania, per essere poi condotte a Reggio Calabria e qui avviate alla prostituzione, anche con minacce di morte e, almeno in un caso, con la somministrazione forzata di sostanze stupefacenti, per fiaccarne ogni resistenza”.