Ex collegio dei Filippini, Firetto lo ribadisce: “Sia rispettato il progetto”

Recupero e salvaguardia dell’ex Collegio dei padri Filippini di Agrigento, l’ex sindaco, Lillo Firetto, spera che sia rispettato fino in fondo “un progetto ideato come tassello di un mosaico di interventi di riqualificazione e di connessione tra la Valle dei templi e la città- ha più volte spiegato-.Un museo della città ideato con una visione complessiva di riqualificazione che abbiamo immaginato di poter realizzare col contributo attivo della Regione e prevedendone copertura finanziaria all’interno di Agenda Urbana con il felice coinvolgimento del Fai.” In un’interrogazione per il question time, il consigliere comunale Firetto pone interrogativi all’amministrazione comunale: Perché l’autorizzazione alla concessione onerosa a carico di terzi dei servizi museali dell’ex collegio dei Padri Filippini per potenziarne l’offerta culturale turistica è portata in Consiglio nel momento in cui la struttura è oggetto di lavori che, secondo contratto, si concluderanno non prima del dicembre del 2023?” E spiega: “ Considerato che con l’atto di indirizzo dell’assessore alla Cultura si manifesta la volontà dell’amministrazione comunale di valorizzare per una migliore fruibilità turistica e culturale il patrimonio artistico-culturale della città, “garantendone la completa fruizione”; facendo ,poi ,invece riferimento solo alle collezioni dell’ex Collegio dei Padri Filippini, senza una plausibile spiegazione del mancato riferimento all’intero patrimonio artistico culturale della città (tra cui il Monastero di Santo Spirito, Museo Civico, Ipogeo dell’acqua amara e del Purgatorio, Cisterna di via F. Crispi). Nella proposta non si fa riferimento alla formulazione che consentirebbe di snellire notevolmente la procedura di affidamento dei beni culturali, permettendo anche a soggetti privati di accedere al Partenariato Speciale Pubblico-Privato”. Il consigliere comunale chiede: “In che modo si vorrà differire con gli eventuali concessionari, una volta che non potranno avviare la gestione; perché non si fa alcun cenno alle intese intercorse anche dalla nuova Amministrazione comunale con il FAI, relativamente alla progettazione e realizzazione del Museo della Città, oggetto di parte degli interventi programmati e finanziati per la rifunzionalizzazione del Collegio dei Filippini, né alle sue finalità: il Museo della città dovrà essere invece un Polo Culturale attrattivo per raccontare 2600 anni di storia di Agrigento, fornire elementi di conoscenza sulla storia della città a cittadini e turisti, colmare un gap atavico tra la città e la Valle dei Templi e altro ancora. Perché la scelta di proporre la concessione solo dell’ex Filippini e non dell’offerta del Sistema Museale integrato cittadino, creando così uno scompenso tra un sito e gli altri, che invece com’è noto risultano essere oltremodo carenti per servizi ai visitatori, per strumenti didattici e informativi, per offerta di fruizione e numero di visitatori; non si comprende, quindi, perché siano messe in evidenza motivazioni di inefficienza per il Collegio dei Filippini (peraltro ora in corso di manutenzione e ristrutturazione), che legittimano la concessione, ma non per altri siti quali il Complesso di Santo Spirito;

perché in merito al Collegio dei Filippini l’amministrazione faccia riferimento ad una generica concessione (biglietteria, sorveglianza, accoglienza, ricezione pubblica e organizzazione eventi) facendo scomparire il nome di Museo della Città,  richiamato da un’ipotesi della precedente amministrazione di realizzare il primo Museo della Città del Sud Italia con l’intento di attuare un luogo fortemente evocativo e di richiamo turistico, sintesi di un raccordo città – Valle dei Templi, in una visione complessiva di rilancio che ha previsto il recupero dell’ex Ospedale di via Atenea, i nuovi allestimenti nel Museo Civico, e la creazione, quindi, di un polo culturale, motore di sviluppo economico della città, che comprende anche il Teatro Pirandello, la riqualificazione del Collegio e la realizzazione delle sale immersive del Museo della Città a beneficio di studenti, residenti e turisti in cui ripercorrere 2600 anni di stori. Si chiede infine di fugare il dubbio che tale proposta di concessione, di cui si è evidenziata l’inutilità e l’incompletezza in questo momento,  possa avere solo fini di carattere elettoralistico”.