Eventopoli, il GIP valuta le richieste cautelari. Per Pisano possibile passaggio alla Camera
L’inchiesta della Procura di Agrigento entra in una fase delicata. Chiesta la custodia cautelare in carcere per il deputato Calogero Pisano e misure interdittive per i dirigenti Antonino Insalaco e Giuseppe Librizzi. Attesa per le decisioni del giudice e per gli sviluppi degli accertamenti sul materiale sequestrato.
AGRIGENTO, 29 ottobre 2026 – L’inchiesta Eventopoli si avvicina a un passaggio giudiziario importante. Dopo gli interrogatori preventivi, l’attenzione si concentra sulle decisioni del giudice per le indagini preliminari in merito alle richieste cautelari avanzate dalla Procura di Agrigento. Al centro della vicenda anche la posizione del deputato Calogero «Lillo» Pisano, per il quale è stata richiesta la custodia cautelare in carcere. Un eventuale accoglimento della richiesta aprirebbe un ulteriore passaggio istituzionale, quello dell’autorizzazione della Camera dei deputati.
L’indagine, che coinvolge complessivamente dodici persone, riguarda presunte irregolarità nella gestione e nella destinazione di finanziamenti pubblici per manifestazioni turistiche e culturali, con particolare riferimento anche agli eventi del periodo natalizio del 2022. Tra i reati ipotizzati figurano, secondo le contestazioni investigative, associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata, falso ideologico e finanziamento illecito al candidato alle elezioni nazionali.
Si tratta di ipotesi accusatorie ancora sottoposte al vaglio della magistratura, rispetto alle quali le responsabilità individuali restano da accertare.
Pisano, la richiesta di custodia cautelare e il ruolo della Camera
La posizione del deputato Calogero Pisano presenta un ulteriore profilo giuridico e istituzionale. La Procura ha chiesto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, ma l’eventuale accoglimento della richiesta da parte del GIP non comporterebbe automaticamente l’esecuzione della misura.
L’articolo 68 della Costituzione prevede infatti, salvo specifiche eccezioni, che per sottoporre un parlamentare a una misura privativa della libertà personale sia necessaria la preventiva autorizzazione della Camera di appartenenza.
Qualora il giudice dovesse accogliere la richiesta cautelare, si aprirebbe dunque la procedura parlamentare prevista dalla Costituzione. Un passaggio distinto dalla valutazione giudiziaria, che non riguarda l’accertamento della colpevolezza, ma le garanzie riconosciute ai membri del Parlamento.
Pisano ha dichiarato la propria estraneità ai fatti, ribadendo la fiducia nell’operato della magistratura e la volontà di chiarire la propria posizione attraverso i legali.
Interrogatori preventivi, attesa anche per Insalaco e Librizzi
Le prossime determinazioni del GIP riguarderanno anche le posizioni di Antonino Insalaco, dirigente del Comune di Agrigento, e Giuseppe Librizzi, dirigente dell’Assessorato regionale al Turismo, per i quali la Procura ha avanzato richieste di misure interdittive.
Gli interrogatori preventivi costituiscono un momento di garanzia per gli indagati, chiamati a confrontarsi con le contestazioni prima dell’eventuale applicazione delle misure cautelari nei casi previsti dalla legge.
Il giudice potrà accogliere o respingere le richieste, oppure adottare le determinazioni consentite dalla normativa sulla base degli elementi acquisiti e delle esigenze cautelari ritenute sussistenti.
La richiesta della Procura non equivale a una misura già disposta, così come un eventuale provvedimento cautelare non rappresenterebbe un accertamento definitivo di responsabilità.
Il sequestro probatorio e l’esame dei dispositivi informatici
Un altro fronte dell’inchiesta riguarda il materiale acquisito dagli investigatori. Il decreto di sequestro probatorio del 23 ottobre, relativo al procedimento penale n. 3535/2025, interessa dispositivi telefonici e dati informatici, nell’ambito di un quadro investigativo articolato in diciannove capi di contestazione.
L’analisi del materiale potrà fornire ulteriori elementi per ricostruire comunicazioni, rapporti tra i soggetti coinvolti e passaggi amministrativi e finanziari collegati all’organizzazione delle manifestazioni.
Particolare attenzione è rivolta alla destinazione dei contributi pubblici, alle rendicontazioni presentate e alla corrispondenza tra le spese dichiarate e le prestazioni effettivamente realizzate.
Gli accertamenti dovranno chiarire anche quali verifiche siano state effettuate dagli uffici competenti e quale sia stato il percorso delle somme erogate.
Il sequestro ha una finalità probatoria: consente di acquisire e conservare elementi utili alle indagini, ma non costituisce di per sé una prova della responsabilità delle persone coinvolte.
Dodici indagati, posizioni da valutare singolarmente
Nell’inchiesta figurano complessivamente dodici indagati, tra i quali l’ex assessore comunale alla Cultura Costantino Ciulla, Fabrizio La Gaipa, Salvatore Prestia e i dirigenti Antonino Insalaco e Giuseppe Librizzi.
Le singole posizioni dovranno essere valutate distintamente, tenendo conto delle contestazioni formulate nei confronti di ciascuno e degli elementi raccolti durante le indagini.
Costantino Ciulla, attraverso i propri legali, ha respinto gli addebiti, dichiarandosi estraneo ai fatti contestati. La difesa ha inoltre precisato che, secondo la propria ricostruzione, all’ex assessore non viene attribuita l’appropriazione di denaro pubblico.
Le contestazioni investigative riguardano condotte e ruoli differenti. L’eventuale presenza di collegamenti tra le operazioni esaminate dagli inquirenti dovrà essere verificata attraverso gli atti e le successive valutazioni giudiziarie, senza sovrapporre le responsabilità individuali.
Eventopoli, ora l’attenzione è sulle decisioni del GIP
L’inchiesta entra dunque in una fase nella quale saranno centrali le decisioni sulle richieste cautelari e gli esiti degli accertamenti documentali e informatici.
Per Pisano, un eventuale provvedimento favorevole alla richiesta di custodia cautelare comporterebbe anche la necessità dell’autorizzazione parlamentare prima della sua esecuzione. Per Insalaco e Librizzi si attende invece la valutazione delle misure interdittive richieste.
Parallelamente prosegue il lavoro investigativo sulla gestione dei finanziamenti pubblici, sulle procedure amministrative e sulle rendicontazioni degli eventi.
Le prossime decisioni potranno chiarire la tenuta delle richieste cautelari, senza anticipare l’esito del procedimento penale. Resta fermo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza: tutte le persone coinvolte devono essere considerate non colpevoli fino a un’eventuale condanna definitiva.
Segui il canale AgrigentoOggi su WhatsApp
