Emendamenti a DDL 698-500, Disposizioni in materia di Beni Culturali e di tutela del paesaggio. discussi in Commissione QUINTA – Cultura, Formazione e Lavoro

Emendamenti a DDL 698-500, Disposizioni in materia di Beni Culturali e di tutela del paesaggio. discussi in Commissione QUINTA – Cultura, Formazione e Lavoro
L’Archeoclub d’Italia, considerato il DDL 698-550, in discussione all’Assemblea Regionale del Parlamento Siciliano, sulle nuove Disposizioni in materia di Beni Culturali e di tutela del paesaggio, ha formulato alcuni emendamenti, evidenziando che sarebbe più utile riformulare l’intero impianto normativo, suggerendo una più approfondita riflessione, al fine di coinvolgere gli ordini professionali, tutte le associazioni di volontariato afferenti ai beni culturali e ambientali, le guide turistiche regionali, gli istituti di ricerca, le associazioni di archeologi e il mondo della scuola.
Questa riflessione risulterebbe utile per proporre una normativa condivisa, che eventualmente integri sia il Codice dei Beni Culturali DL 42/2004 e le successive modifiche, che la legge regionale 80/1977 e non sostituisca l’attuale quadro normativo.
La proposta di legge deve invece puntare al potenziamento delle risorse umane e finanziarie delle Soprintendenze; alla loro riconfigurazione – semplificando ed evitando sovrapposizioni di competenze, potenziando la presenza di figure specializzate come: paesaggisti, pianificatori, architetti, storici dell’arte, antropologi, archeologi e catalogatori (la cui posizione lavorativa andrebbe regolarizzata come da legge) di cui oggi appare carente.
Per questo la nuova proposta di legge dovrebbe prevedere Investimenti sulle risorse tecnologiche e digitali, sulla formazione e sul coinvolgimento del volontariato afferente ai beni culturali come: Archeoclub d’Italia, Sicilia Antica e Beni Culturali ecc., nella gestione siti, monumenti, ricerche, ecc. con particolare attenzione ai siti abbandonati o sottoutilizzati, rilanciando una nuova stagione di ricerche storiche, archeologiche con particolare attenzione all’archeologia del paesaggio e alla storia della città e dell’architettura.
Sarebbe necessario prevedere inoltre una specifica normativa per il rientro semplificato dei reperti archeologici, frutto di eredità o di ritrovamenti fortuiti in possesso di molti privati che
Agli organi di stampa

desiderano donarli alla collettività per implementare le esposizioni periferiche dei centri minori, territorializzando le collezioni.
Tutto questo al fine di costruire un nuovo modello di sviluppo che utilizzi un rinnovato quadro delle conoscenze e dei saperi, utili per rilanciare il patrimonio della Regione Sicilia in chiave turistica e culturale. Creando le basi per coordinare azioni comuni tra gli Assessorati ai Beni Culturali e al Turismo.