Doveroso ricordare il Giudice Rosario Livatino

Doveroso ricordare  il Giudice Rosario Livatino

Cerimonie semplici si volgeranno nella mattinata di domani, 21 settembre,  nella ricorrenza del 29° anniversario dell’assassinio, per rendere omaggio al giovane giudice trentottenne Rosario Livatino  che il Papa san Giovanni Paolo II definì  “martire della giustizia e indirettamente della fede”.

Cerimonie semplici come quella programmata dalla Giunta Comunale di Canicattì con in testa il Sindaco Ettore Di Ventura, che alle 12 farà un omaggio floreale alle Stele Livatino.

O come quella programmata dalle Associazioni ASD Runner-Favara e ASD Fradici Runner sempre di Favara, in collaborazione e sintonia con Gaetano Scorsone, responsabile dell’Area “P.Puglisi” del CPC (Consiglio Pastorale Cittadino) favarese, che unitamente a don Marco Damanti, domani alle ore 6 del mattino, ritrovandosi davanti al “Muro della legalità” antistante la Chiesa dei Ss. Pietro e  Paolo, procederanno verso la Stele Livatino, che si trova, lungo la vecchia statale 640,  proprio nel punto dove è avvenuto l’efferato fatto di sangue.

Ricordiamo che proprio lo scorso anno il 6 settembre veniva  annunciata la chiusura del processo diocesano di beatificazione, celebrata poi ufficialmente  il 3 ottobresuccessivo con una solenne Concelebrazione presieduta dal nostro Pastore, l’arcivescovo-metropolita card. don  Franco Montenegro nella Chiesa di Sant’Alfonso. Una Concelebrazione al termine della quale veniva inviata a Roma tutta la raccolta di documenti e di testimonianze, un plico di circa 4.000 pagine,  alla Congregazione  Vaticana delle Cause dei Santi.

Questa fase diocesana era iniziata nel 1993, dopo la visita del Papa Giovanni  Paolo II in Agrigento dell’8 e 9 maggio, colo famoso grido contro la mafia,  per iniziativa del  Vescovo Mons. Carmelo Ferraro, che aveva ha incaricava la prof.sa  Ida Abate, che del giudice era stata insegnante, di raccogliere testimonianze per la causa di beatificazione.

Ed a proposito di insegnanti dobbiamo  aggiungere che nella fase finale della raccolta di documenti e testimonianze da inviare a Roma,  a conclusione di tutto, c’è ancora la collaborazione di una altro insegnante di Rosario Livatino al liceo classico “Foscolo” di Canicattì. Si tratta del Prof. Gaetano Augello che nell’anno scolastico 1968/69 in quel prestigioso  Istituto scolastico insegnava latino e greco, avendo come alunno proprio il giovane Rosario. Ed adesso, il prof Augello dice di  sentirsi onorato per avere ricevuto “incarico da parte dell’Arcivescovo di Agrigento, sua eminenza il signor cardinale Francesco Montenegro, per scrivere  la “PERITIA IN RE HISTORICA”, uno dei documenti, assolutamente necessari che si allegano al processo di beatificazione.

Naturalmente del contenuto della relazione, dice il prof. Augello, “non ho parlato e non parlerò fin quando gli atti del processo non saranno resi pubblici dall’autorità ecclesiastica competente”.

Parole sagge su cui davvero non c’è nulla da dire. C’è solo a prendere atto che in genere sulla figura del “giudice ragazzino” martire si sentono sempre giudizi  chiaramente e sommamente positivi.  Ma è bene fermarsi a questa constatazione e non aggiungere “ nulla di più”. Ciò per evitare conclusioni affrettate, dato che in questo campo davvero le vie di Dio sono misteriose. Basta pensare a quello che è avvenuto per alcuni Santi, come per esempio S. Rita da Cascia, morta il 22 maggio 1457,  proclamata beata nel 1628 e santa nel 1900.

Adesso nel nostro caso, c’è  solo da dire: “Siamo fiduciosi nei tempi della chiesa“. Ed i tempi della Chiesa,  sono pure  misteriosi, intrecciandosi questi tipo di lavoro scrupoloso con i piani imperscrutabili di Dio.

Diego Acquisto