Dove mangiare bene ad Agrigento? Da Mareme Cissé del Ginger People e food

Se ad Agrigento vuoi mangiare come Dio comanda da Mareme Cissé devi andare. Chi è Mareme Cissé? Il cuore pulsante del “Ginger People e food”. Si tratta di un ristorante che nasce da un progetto di inclusione multiculturale e cucina etnica gestito dalla cooperativa sociale “Al Kharub” (Il carrubo), nata ad Agrigento nel 2011, per contribuire all’inserimento lavorativo di persone in situazione di svantaggio, tra cui anche i migranti del territorio.
Mareme, senegalese, in Italia da 16 anni, prepara un Cous Cous da campioni, tanto che nel 2019 ha sbaragliato “Cous Cous Fest” di San Vito Lo Capo aggiudicandosi il primo premio. La sua popolarità ha varcato anche i confini del piccolo schermo, tanto da portarla a trionfare nell’edizione di “Cuochi d’Italia: campionato del mondo” su tv8. Nel programma condotto da Bruno Barbieri ha superato la concorrenza di cuochi di nazionalità diverse.
Ma il Ginger People e food non finisce mai di sorprendere. In occasione della ottava edizione del Sicilia in Bolle, il locale ha ospitato il lunch della stampa. Ad attendere i giornalisti di settore, ospiti dell’Associazione Nazionale Sommelier delegazione di Agrigento e Caltanissetta, un menù a base di pesce. Si comincia con la “Triglia panata con semi di papavero, ripiena di ravanello al forno e cream di patate”. Un antipasto delizioso, perfetto l’equilibrio con le spezie abbinate. Mareme non rileva i suoi segreti che in famiglia tramandano di generazione. A chi le chiede: “Quali spezie ha utilizzato?” Risponde con la semplicità che la contraddistingue: “Le spezie che mi ha insegnato mamma”. Mareme sorride sempre, la sua positività è contagiosa e la cucina una vera chicca per la città di Agrigento. Il ristorante in estate si sposta su una terrazza panoramica della via Empedocle, da qui si gode di una vista meravigliosa che spazia da punta grande e fino a Punta Bianca, in mezzo ci sta la Valle dei Templi. Meraviglioso osservarla la sera mentre si degustano le pietanze di un menù che cambia spesso. E’ tappa fissa dei turisti, la clientela è raffinata.
Ma torniamo al pranzo dei giornalisti, si continua con una “Zuppetta di baccalà al pomodoro con coriandolo e cardamano”. Non può mancare il Cous cous, ed ecco che arriva abbinato con un ombrino e una crema aromatizzata. I piatti abbinati con i vini della cantina di “Baglio del Cristo di Campobello” riscuotono i favori della critica specializzata. Mareme ha tanti segreti, ma uno l’abbiamo scoperto: la “sicilianità” influenza la sua cucina. Non potrebbe essere altrimenti, del resto a coordinare il progetto c’è l’agrigentinissimo Carmelo Roccaro, che con molta umiltà ama tenersi dietro le quinte. Il presidente della cooperative sociale Al Kharub, non ci crederete, di professione è fisioterapista e osteopata, ma sembra che abbia gestito ristoranti da una vita. La squadra, che tra l’altro alleva api nere da cui produce un miele commercializzato con il marchio del Parco della Valle dei Templi, “Diodoros”, ha superato ogni pregiudizio e piatti sono stati al di sopra delle aspettative. Il progetto funziona, Ginger People & Food, prima ancora che un ristorante, è un percorso esperenziale. Roccaro lo sa bene, dopo aver superato la prima ondata della pandemia, con ritrovato entusiasmo e spirito di innovazione, il ristorante è destinato a far crescere la popolarità.