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Home » 🗳️ Città al voto » Donzelli avverte: “Fratelli d’Italia ha i nomi, ma serve l’unità”

Donzelli avverte: “Fratelli d’Italia ha i nomi, ma serve l’unità”

6 Marzo 2026
in 🗳️ Città al voto, Politica, top2
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Fratelli d’Italia tende la mano alla Lega: “Non è una questione di nomi ma di coalizione”

Il segnale politico arriva chiaro: il centrodestra deve presentarsi unito alle prossime amministrative di Agrigento. È questo il messaggio lanciato da Giovanni Donzelli, responsabile nazionale organizzativo di Fratelli d’Italia, intervenuto a margine della convention del partito che si è tenuta all’Hotel Kaos per discutere di referendum.

Incalzato dai giornalisti locali sul futuro della coalizione in vista delle elezioni comunali, Donzelli non si è sottratto: «Il partito ha i nomi per governare e non mancano i nomi da indicare su Agrigento, ma per noi non è una questione di nomi, è una questione di coalizione». Parole che suonano come un’apertura esplicita alla Lega e agli alleati, in un momento in cui gli equilibri interni al centrodestra agrigentino sono ancora in fase di assestamento.

L’impressione, tuttavia, è che la partita sul candidato possa essere già ben indirizzata. Alla convention era presente anche Calogero Sodano, ex sindaco ed ex senatore, figura che nelle ultime settimane viene indicata come possibile punto di sintesi. La sua presenza non è passata inosservata e alimenta la lettura politica di un nome già sul tavolo, pur nel rispetto formale del percorso unitario.

Donzelli ha poi riportato l’attenzione sul tema centrale dell’iniziativa, spostando il focus sulla riforma della giustizia e sul referendum. «Credo che la magistratura, purtroppo, in questi anni, abbia perso un po’ di credibilità. Ricordo che, quando ho iniziato a fare politica, i magistrati erano considerati per strada come dei cantanti rock. Erano adorati dai cittadini e popolarissimi, oggi invece non è più così. Questo è un peccato».

E ancora: «Noi vogliamo che la magistratura torni ad avere quell’autorevolezza e quella stima da parte di tutti i cittadini. Per fare questo dobbiamo aiutarla con delle normative che consentano di valorizzare il merito, il loro lavoro e non quello di magistrati svogliati e faziosi che, purtroppo, hanno fatto perdere l’immagine ottima di tutta la magistratura».

Sulla stessa linea il coordinatore regionale Luca Sbardella, che ha ribadito la necessità di un centrodestra compatto, capace di tradurre la forza nazionale in una proposta credibile sui territori.

Il messaggio che arriva da Palermo e dalla convention agrigentina è dunque duplice: da un lato il rilancio dei temi nazionali, dall’altro l’invito a chiudere le fratture locali. La sfida delle amministrative si giocherà prima di tutto sulla capacità di tenere insieme le diverse anime della coalizione. I nomi, almeno ufficialmente, vengono dopo.

Cosa sta succedendo ad Agrigento: il centrodestra diviso in due blocchi

Se a livello nazionale il centrodestra governa compatto, ad Agrigento la fotografia è diversa. In vista delle amministrative si sono delineati, di fatto, due blocchi distinti all’interno dell’area.

Da una parte si muovono insieme Forza Italia, Movimento per l’Autonomia e Fratelli d’Italia. Un asse che nelle ultime settimane ha lavorato per individuare una candidatura forte e riconoscibile, con il nome di Sodano che resta tra quelli più accreditati come possibile sintesi politica.

Dall’altra parte si collocano Lega e Democrazia Cristiana, che stanno ragionando su un percorso alternativo e che non sembrano intenzionate, almeno per ora, ad accodarsi automaticamente a scelte già confezionate.

La frattura non è solo sui nomi, ma sul metodo. C’è chi rivendica un percorso condiviso e chi teme che le decisioni vengano prese altrove e poi semplicemente comunicate. È qui che si gioca la partita più delicata: trovare un equilibrio tra leadership e rappresentanza.

L’appello di Donzelli all’unità arriva proprio in questo contesto. Il rischio, altrimenti, è quello di consegnare la città a un centrodestra frammentato, con candidature parallele e un possibile ballottaggio che potrebbe cambiare completamente gli equilibri.

Ad Agrigento, insomma, la partita è apertissima. Ufficialmente si parla di coalizione prima che di nomi. Ma nei corridoi della politica cittadina il confronto è già entrato nel vivo. E il tempo per trovare una sintesi non è infinito.

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