Dissesto al Comune: intervista all’ assessore al Bilancio, Giovanni Amico

Condizioni di criticità dei conti del Comune di Agrigento. L’assessore al Bilancio, Giovanni Amico non nasconde le difficoltà ma difende le scelte dell’amministrazione Firetto.

Assessore Amico, qual è la reale situazione dei conti al Comune di Agrigento?

La situazione dei conti del Comune di Agrigento presenta importanti criticità che sono sinteticamente riconducibili come abbiamo sempre detto a vari elementi quali la difficoltà nell’incasso dei tributi, le continue riduzioni dei trasferimenti dallo Stato e dalla Regione, l’esistenza di un consistente contenzioso che genera passività potenziali e debiti fuori bilancio, ed altro ancora. Va detto però che le criticità di cui parliamo sono le criticità che questa amministrazione ha rilevato dopo i primi mesi dall’insediamento.

Ad esempio?

Con l’atto di riaccertamento straordinario dei Residui nel 2015 si è accertato un extradeficit proveniente dagli anni precedenti di circa 35 milioni che dal 2016 al 2045 condizionerà negativamente gli equilibri del bilancio comunale; ma mi riferisco anche ai rendiconti 2014 e 2015 le cui criticità sono state anche rilevate dalla Corte dei Conti; parlo dei Bilanci di previsione 2015-2017 e 2016-2018 e mi riferisco anche a quanto dettagliatamente esposto nella Relazione annuale del Sindaco.  Non vi è dunque nessun fatto nuovo. Siamo di fronte al maturare di circostanze che avevamo previsto. Riteniamo però che la dichiarazione di dissesto sia una estrema ratio e non una “exit strategy” utile a sottrarsi dalla difficoltà e dalla responsabilità di amministrare un ente in difficoltà.

A chi accusa la giunta, ed il sindaco, di percepire indennità di carica molto alte, come rispondete?

Sulle indennità mi permetta una precisazione. L’indennità è determinata dalla legge ed infatti da oltre 15 anni il valore tabellare delle indennità per gli amministratori è fermo allo stesso livello. Quindi chi dice che questa è la Giunta che ha alzato le indennità, o che questa è la Giunta più pagata dice delle inesattezze che al meglio sono riconducibili a meri errori di somma, al peggio sono falsi attacchi propagandistici. Detto questo, tuttavia, credo sia giusto dare dei numeri a dimostrazione di quanto tale argomento di interlocuzione politica sia privo di fondamento. Farò un esempio: nel 2013, la Giunta costava (con le indennità lorde già ridotte del 20%) in un mese alle casse comunali oltre  22.500 euro. Nel 2016 invece la Giunta è costata meno di 20.900 euro mensili. La grave situazione economico finanziaria accertata all’atto dell’insediamento, com’è ovvio, ci restituisce l’evidenza di quanto il taglio delle indennità effettuato dalle precedenti amministrazioni non sia stato affatto risolutivo rispetto ai veri problemi dell’ente che hanno ben altra dimensione e complessità.

Avete intenzione di tagliare le vostre indennità?

Non vi è dubbio che il tema della dimensione delle indennità debba essere oggetto di valutazione attenta da parte di chi amministra ancor più, in fase di definizione di un Piano che potrà comportare sacrifici. Ed in questa fase programmatoria del Piano abbiamo già discusso della opportunità che si possa fare ricorso anche a ciò, ma sul tema non accettiamo indicazioni o richiami da nessuno. Il taglio all’indennità deve avere il segno ed il senso della condivisione di un momento difficile e non può essere né il cedimento ad attacchi mediatici né tantomeno, come talvolta avviene, il segno del senso di colpa per l’inefficacia della propria azione amministrativa.

Quindi?

E’ del tutto ovvio però che occorre essere consapevoli del fatto che la risoluzione dei problemi delle finanze del Comune di Agrigento non può essere banalizzata al punto da essere ricondotta ad un taglio di indennità che non potrà che avere un valore simbolico. Ne abbiamo avuto prova. Se le precedenti amministrazioni avessero affrontato con maggiore forza ed efficacia i veri problemi economici e finanziari dell’Ente anziché tagliare le indennità forse molte questioni tuttora irrisolte non si sarebbero consolidate e radicate.  ( Paolo Picone )