Dissesto, Pd richiama il sindaco di Agrigento: tagli costi della politica

Il Partito democratico “richiama” il sindaco Lillo Firetto e la giunta ad un maggiore senso di responsabilità rispetto al contenimento dei costi della politica. La segreteria del Pd, infatti, attraverso la segretaria del circolo cittadino, Silvia Licata, ha espresso profonda preoccupazione per la possibilità, ormai quasi certezza, del predissesto e quindi della richiesta al ministero competente di rientrare nel piano di riequilibrio, previsto per quei Comuni in grave difficoltà finanziaria.

Questo piano – sostiene Licata – porterà ulteriori sacrifici per i cittadini ed è per questo che nel contempo esprimiamo rammarico per la mancanza di un segnale di vicinanza ai cittadini agrigentini, chiamati ad ulteriori impegni, come la riduzione delle indennità di giunta e della presidenza del consiglio che oggi hanno un costo per la collettività di oltre mezzo milione euro all’anno, come è da considerare il costo dei due incarichi dati dal Sindaco per il suo gabinetto. Ci è stato insegnato che, quando si chiedono sacrifici, si deve essere disposti a farli, anche e solo per dare l’esempio”.

Il Partito democratico agrigentino ha “investito” formalmente l’assessore Gerlando Riolo chiedendo un gesto conseguente a cominciare dal sottoporre il tema del costo della politica nella prossima riunione di giunta. Conti alla mano, ecco quanto costa la giunta: una indennità (al lordo) pari al 100 per cento (quindi 3.664,68 euro) percepita dall’assessore Beniamino Biondi, da Gabriella Battaglia e dal presidente del Consiglio comunale Daniela Catalano. Per sindaco e vicesindaco, Lillo Firetto ed Elisa Virone, si tratta rispettivamente di 5.638 euro circa e 4.228,50 euro circa. Mentre l’indennità dallo stesso schema risulta decurtata del 50% per gli assessori Giovanni Amico, Domenico Fontana e Gerlando Riolo. Poi c’è la spesa per i consulenti esterni, assunti ad “intuitu personae”: l’ingegnere Daniela Lumera, per prestazioni lavorative nell’ambito dell’ufficio di staff del sindaco e Lorenzo Rosso quale portavoce del primo cittadino che hanno un costo complessivo di 3 mila euro al mese.

Sospendere in autotutela incarichi a Rosso e Lumera.

Vista la difficile situazione economico-finanziaria avevamo chiesto – affermano i consiglieri del gruppo Uniti per la città: Gerlando Gibilaro, Giuseppe Picone, Angelo Vaccarello e Marco Vullo – di revocare in autotutela gli incarichi esterni a Rosso e Lumera. Ma il segretario generale Rizzo ha voluto sottolineare  come il Comune di Agrigento “sulla base del  consuntivo 2015 non sia strutturalmente deficitario“.

Dichiarazione che ha portato i consiglieri di maggioranza a dire no alla nostra iniziativa, finalizzata a contenere la spesa pubblica. Il segretario però – osservano i quattro consiglieri – ha dimenticato di comunicare all’Assise che,  ad oggi, per l’anno 2016 manca la certificazione o valutazione dei parametri, necessaria per attestare se l’Ente è strutturalmente deficitario sulla base della nuova normativa della cosiddetta armonizzazione finanziaria”.

Lacrime e sangue non possono ricadere solo sulle spalle degli agrigentini. L’etica, la morale, il cambiamento e la rinascita imporrebbero una dimostrazione di coerenza di tutti gli amministratori del Comune nei confronti degli agrigentini. Pertanto – aggiunge il consigliere Gerlando Gibilaro – ho proposto al Consiglio l’approvazione di un atto di indirizzo avente ad oggetto “Riduzione delle indennità di carica del 50 percento del sindaco, della Giunta, del presidente del Consiglio e dei consiglieri comunali per gli anni 2016/2017”, destinando i soldi risparmiati alla Solidarietà sociale e, in particolare, a tutte quelle iniziative volte a sostenere i disabili, i soggetti affetti da patologie gravi che necessitano cure in altre città e alle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. L’iniziativa è stata condivisa e firmata solo dai consiglieri comunali Civiltà, Picone, Spataro, Iacolino, Palermo e Vaccarello”. Interviene anche Nuccia Palermo, capogruppo di Sicilia futura.

La paura del dissesto sembra sempre più prendere piede all’interno del Palazzo di Città e le ultime note stampa non fanno altro che materializzarne lo spettro. Un possibile Crack del comune di Agrigento produrrebbe effetti devastanti non solo sull’operatività dell’Ente, mettendo a rischio circa 240 precari e tutte le ditte creditrici del comune di Agrigento, ma soprattutto e conseguentemente sulla vita economico-finanziaria e sociale dei suoi cittadini”. Infine Marcella Carlisi del movimento Cinque stelle chiede una operazione verità “ che deve essere pubblica. I cittadini devono sapere a cosa stiamo andando incontro. Il Movimento 5 stelle Agrigento – conclude Carlisi – chiede che gli amministratori parlino in Consiglio, carta e conti alla mano”. ( Paolo Picone )

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