AGRIGENTO – Dalla grande discarica abusiva di contrada San Girolamo ai cumuli di rifiuti che continuano a comparire nel centro storico e nelle periferie. L’emergenza rifiuti ad Agrigento resta una delle principali criticità che l’amministrazione comunale si trova ad affrontare. A fare il punto è l’assessore all’Ambiente Peppe Riccobene, che traccia un quadro complesso tra carenza di risorse economiche, necessità di bonifiche e scarsa collaborazione di una parte dei cittadini.
«Le discariche abusive censite sono 72 – spiega Riccobene –. Alcune richiedono interventi di bonifica importanti, come quella di contrada San Girolamo, per la quale bisogna reperire i fondi necessari. Ce ne sono altre nella zona di via Vallicaldi, diverse nei quartieri periferici, qualcosa anche nel Parco dell’Addolorata. Poi ci sono quelle lungo alcune strade provinciali vicine alla città, come la zona di Fondacazzo, che però ricadono nella competenza del Libero Consorzio, oltre a situazioni a Villaseta e Monserrato».
Tra le aree più problematiche c’è anche quella del porticciolo turistico di San Leone, dove l’abbandono dei rifiuti si ripresenta ciclicamente.
«C’è chi viene a San Leone, compra una pizza da asporto perché magari non trova posto in pizzeria e poi sostiene di non sapere dove buttare il cartone. I cestini ci sono – osserva l’assessore –. Possiamo soltanto chiedere alle ditte di aumentarne la frequenza di svuotamento, ma questo significa trovare risorse all’interno del capitolo dei rifiuti, che oggi è estremamente ridotto. Molte somme mancano e siamo costretti a stabilire delle priorità. È difficile dare risposte immediate a tutti».
Per Riccobene si tratta di un’emergenza permanente.
«È un problema che ci portiamo dietro da anni e che affrontiamo ogni giorno, perché ogni giorno compare una nuova discarica. Comprendiamo la rabbia dei cittadini e ci scusiamo per i disagi, ma la situazione è davvero complessa».
L’assessore respinge però una lettura semplicistica del fenomeno.
«Non penso soltanto a chi non è censito o non paga la Tari. Il problema principale è rappresentato da chi, pur potendo farlo, non ha alcuna voglia di fare la raccolta differenziata e preferisce abbandonare i rifiuti. Certamente esistono evasione e morosità, ma sappiamo bene che c’è anche una parte di cittadini che sceglie deliberatamente di non rispettare le regole».
Nel ragionamento di Riccobene rientra anche il tema dell’integrazione.
«Ci sono alcune comunità straniere, presenti soprattutto in alcune aree del centro storico, che sono ancora poco integrate e che spesso non effettuano correttamente la raccolta differenziata. Anche su questo stiamo lavorando con attività di sensibilizzazione».
L’assessore, tuttavia, evita di scaricare ogni responsabilità sui cittadini.
«Non possiamo raccontare che va tutto bene, perché ci sono tante cose che non funzionano. Allo stesso tempo non voglio attribuire ogni colpa alla popolazione. Come amministrazione dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Da una parte interveniamo ogni giorno per fronteggiare le emergenze, dall’altra stiamo cercando di sensibilizzare i cittadini, ringraziando chi differenzia correttamente e continua a pagare il servizio. Serve tempo e durante l’estate tutto diventa ancora più difficile, perché la popolazione aumenta sensibilmente». Leggi anche: Quando un assessore sceglie di esporsi

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