Disabili psichici maltrattati, chiesto rinvio a giudizio per 8 persone

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha chiesto il rinvio a giudizio di otto persone, coinvolte nell’indagine denominata “Catene spezzate” dei carabinieri della Compagnia di Licata, che fece scattare, nel 2015, 5 misure cautelari. Otto complessivamente i soggetti coinvolti. L’inchiesta è partita dalle segnalazioni fatte dalle insegnanti di una scuola paritaria frequentata da due delle ragazzine ospiti di una comunità. Si tratta di Salvatore Lupo, 45 anni, di Favara; Caterina Federico, 37 anni; Angelo Federico, 33 anni; Domenico Savio Federico, 29 anni; Giovanni Cammilleri, 30 anni; Salvatore Gibaldi, 43 anni; Maria Cappello, 50 anni e Angela Ferranti, 53 anni, tutti di Licata.

Sono responsabili e operatori di una comunità di accoglienza di Licata, accusati di aver maltrattato, e sottoposti a ripetute violenze fisiche e psicologiche, disabili psichici ospiti della struttura. In alcuni casi sarebbero stati incatenati. L’udienza preliminare è in corso di svolgimento davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco  Provenzano. Si sono costituiti parte civile gli stessi disabili, il Comune di Troina, paese dell’ennese e di residenza di una delle presunte vittime, e un’associazione che si occupa di disabilità.

I difensori, gli avvocati Salvatore Manganello, Santo Lucia, Antonio Montana, Gaetano Timineri, Linda Sabia e Domenico Russello, hanno chiesto al Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano di visionare un video, e il giudice si è riservato di decidere, mentre ha dato incarico per la trascrizione di tutte le intercettazioni, e l’incarico al perito sarà dato nell’udienza del 29 ottobre.

La stessa struttura finì al centro di un’altra inchiesta, su un giro di estorsioni ai danni di dipendenti, conclusa con diversi patteggiamenti.