Direttore Dia a studenti Empedocle, mafia ha paura della cultura [VIDEO]

“Calati juncu chi passa la china”. Così, con un proverbio in dialetto siciliano, Giuseppe Governale si è rivolto agli studenti del liceo Classico Empedocle di Agrigento.  “Piegati giunco finché non è passata la piena”. Il capo della DIA non usa giri di parole. È meglio accettare situazioni difficili in prospettiva di tempi migliori. In questo modo ha messo in guardia i liceali dalla Mafia. “Stiamo facendo grandi cose nella lotta alla criminalità organizzata – ha detto il generale – ma attenzione, perché loro non si arrendono e sanno riorganizzarsi”.

Ma il metodo migliore per combattere la mafia è la cultura ha ricordato l’ufficiale di origini palermitane. “Da sempre un’organizzazione mafiosa ha terrore della cultura, del senso di cittadinanza, spera che la società viva nell’ignoranza” ed è “difficilmente contrastabile se non aumentiamo appunto le armi della cultura, del progresso, del senso di cittadinanza”. Lo ha detto il direttore della Direzione Investigativa Antimafia, il generale di divisione dei carabinieri, che nel suggestivo spazio Themenos ha incontrato i liceali di diverse classi in occasione di una serie di incontri organizzati dall’istituto per promuovere il senso di legalità.

Per il generale, la ricetta per combattere questo sistema di illegalità è “studiare”. “E’ un valore che rientra a pieno tra le funzioni dell’istituzione scolastica”, ha detto il dirigente dell’Istituto Annamaria Sermenghi, introducendo i lavori dell’incontro. “Abbiamo accolto con particolare entusiasmo questa iniziativa – ha concluso – perché vogliamo in questa occasione celebrare la commemorazione della scomparsa del Generale Dalla Chiesa”.

Il direttore nazionale della DIA è stato accolto dal dirigente responsabile della Dia di Agrigento Roberto Cilona e dalle più alte cariche civili e militari quali il colonnello dei carabinieri Rodrigo Micucci, il colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Di Maggio, il presidente della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento Alfonso Malato, il sindaco di Agrigento Calogero Firetto, e il provveditore degli Studi Raffaele Zarbo. Numerosi gli studenti – guidati dalla dirigente Sermenghi – che hanno preso parte all’iniziativa seguendo con attenzione l’intervento di Governale. Il generale ha ricordato anche l’importante operazione “Montagna” eseguita dai carabinieri nella provincia di Agrigento. “Ma sappiamo – ha detto –  che tutto ciò non basta, perché Cosa Nostra, c’ha insegnato che nei momenti di difficoltà sa adattarsi”.

 

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