Di Mauro: “Replica alle accuse, Firetto torni a fare il sindaco di Porto Empedocle” – VIDEO

“Auguro al sindaco uscente buona fortuna. Visto che ci tiene tanto a fare il sindaco può tornare a candidarsi nella sua Porto Empedocle dove tra due anni si torna a votare”.
Conclude così la conferenza stampa il vicepresidente vicario dell’Ars Roberto Di Mauro, per analizzare il voto di Agrigento, ma soprattutto per rispondere alle accuse rivoltegli durante la fase del ballottaggio, quando i competitor avevano spostato la linea di tiro addosso al vicepresidente vicario dell’Ars, rivolgendogli accuse pesanti, come “il puparo” o ancora la “vecchia” politica.

“Oggi il centrodestra unito è lo stesso degli ultimi 25 anni, di cui il sindaco uscente ha sempre fatto parte, prima come sindaco di Porto Empedocle, poi da deputato regionale ed infine da sindaco di Agrigento”. Ha detto tra le altre cose Di Mauro.

Alla conferenza, molto partecipata, che si è tenuta questa mattina all’Hotel Dioscuri di San Leone, hanno preso parte un nutrito gruppo di rappresentanti degli organi d’informazione.

Di Mauro ha parlato a ruota libera, esaminando il voto e spiegando le motivazioni che hanno portato al successo di Francesco Miccichè.

Operazione verità da parte dell’onorevole Di Mauro che ha detto che con il sindaco uscente è “Crollato un sistema di potere durato 20 anni. Adesso gli elettori hanno scelto di voltare pagina, perchè stanchi delle solite chiacchiere”.

Il neo sindaco Francesco Miccichè durante la campagna elettorale si è ritagliato un ruolo diverso: “Ha scansato i confronti, proprio come aveva fatto 5 anni addietro il sindaco uscente”.

Una campagna elettorale di basso profilo, senza invettive, che però è degenerata dopo il turno di ballottaggio.

“Il 37% ha dato alla testa all’ex sindaco – dice ancora Di Mauro – negli ultimi 15 giorni ha spostato il tiro sulla mia persona, facendomi attaccare da persone a lui vicine. E’ difficile quando si amministra – ha aggiunto – nascondere inadempienza, così ha cominciato una campagna di aggressione.

Ma la verità – dice ancora l’onorevole  – è che in questi 5 anni non è stato portato avanti nessun progetto scuola. L’assessorato regionale alla pubblica istruzione aveva emesso dei bandi a cui il Municipio di Agrigento non aveva partecipato. Niente bandi risparmio energetico, niente di niente”.

Poi il cenno alla rete idrica, il comune avrebbe potuto appaltare 25 milioni.

Carenze secondo Di Mauro anche nelle politiche di carattere sociale.

“Il voto  – ha sottolineato – è stata una bocciatura che ha riguardato tutti, l’intera classe dirigente vicina al sindaco uscente, compresi i suoi assessori”.

Non è mancato il riferimento alle liste a sostegno di Firetto. Un modo per nascondere le carte.

“Atto inquinante –  secondo Di Mauro – prendere in giro la città, volendo far credere di avere il sostegno di ben 7 liste, quando invece conti alla mano, due delle sue liste non hanno superato lo 0,50% – errore di valutazione, anche per un ignaro Pullara”.

Di Mauro ha poi parlato della questione legata al “Reato di abusivismo del Castello di Joppolo e dell’indagine sui conti del comune di Porto Empedocle”.

“Il Comune di Porto Empedocle è morto – ha detto il vicepresidente dell’Ars – il sindaco uscente avrebbe fatto meglio a mettersi da parte.  Sono grato alla magistratura per non avere assunto in questa fase elettorale nessuna posizione, rinviando eventuali sentenze a dopo il voto. Comportamento apprezzabile nel pieno discernimento politico”.

Tornando al voto: “Il popolo ha emesso una sentenza. Campagna elettorale non è finita”.

Cenno anche ai ritardi elettorali. “Abbiamo chiesto di modificare calendario comunicazione ufficiale e apparentamenti, perchè dopo 5 giorni dal voto il segretario generale non aveva ancora fornito i numeri”.

Nel frattempo in una segreteria politica, racconta Di Mauro, venivano invitati i partiti per l’apparentamento. “Una proposta – secondo Di Mauro –  per fare un’alleanza per imbrigliare Miccichè che avrebbe avuto difficoltà a governare. Una trama per cercare di mettere in difficoltà il neo sindaco”.

Primo turno primarie.

“L’operazione politica fatta ad Agrigento è stata di straordinario valore. Il primo turno una sorta di primarie del centro destra che poi si è ricompattato nel turno di ballottaggio”.

Di Mauro ha definito Firetto un affabulatore.

“Oggi il nuovo sindaco  eredita una situazione difficile da dovere affrontare. Firetto avrebbe dovuto scegliere un altro mestiere”.

Poi Di Mauro spiega le ragioni che l’hanno spinto a sposare il progetto “Miccichè”.

Ho spostato il progetto per ragione personale. Sono al comune dal 1986 ho voluto sancire una volontà determinata a fare qualcosa per questa città. Città turistica. Serviva una svolta!

In coda ancora frecciate al sindaco uscente: “Trasformare Agrigento in Vigata è stato un errore. La città dei templi ha la sua identità”

Cenno al collegamento della città con il parco. Al collegamento tra governo regionale e locale. Domani il vicesindaco Aurelio Trupia sarà a Palermo.

Ed infine gli auguri all’ex sindaco di continuare il suo impegno politico, perchè la città ha bisogno di opposizione anche se l’opposizione è opposizione, “severa è un aggettivo improprio”.

La replica di Firetto: C’è una crisi in corso, ci aspettiamo che si mettano tutti al lavoro”.

Più tardi la nota stampa dell’ex sindaco Calogero Firetto: “Nel pieno di una emergenza sanitaria ed economica della città e del Paese, Di Mauro vincitore indiscusso di queste amministrative si prende la briga di convocare una conferenza stampa nella quale con una sorta di ossessione nei miei riguardi si lascia andare a libere e fantasiose ricostruzioni, sia sulla campagna elettorale appena conclusa, che perfino su vicende  giudiziarie che lo riguardano e di cui non mi sono mai occupato. Le elezioni amministrative si sono concluse così come la campagna elettorale. Ho augurato al sindaco e alla giunta un buon lavoro.

Ora governino la città. Strano che Di Mauro  parli di ruolo di opposizione e di sua estraneità alla città, visto che ha governato e continua a governare sulle istituzioni e in particolare sulla sanità agrigentina da vecchio uomo di potere.  Non intendo farmi trascinare in questo vortice di accuse. Sarò vigile consigliere d’opposizione. Ma visto che la sua conferenza sull’esito del voto mi tira in ballo personalmente, ci sarà tempo per rispondere con gli stessi mezzi, com’è giusto che sia, soprattutto su fatti che mi riguardano in cui mostra ignoranza in materia giuridica, oltreché scarsa conoscenza dei fatti. Il tempo dei caffé e delle chiacchiere da bar è finito”.