Dalla Classifica del Sole 24 ore sull’attrattivita’ turistica dei territori giudizio impietoso sulla provincia di Agrigento

La classifica del Sole 24 ore, che analizza la situazione delle province italiane attraverso 12 indicatori che rilevano l’offerta culturale, i servizi e l’attrattivita’ turistica dei territori, posiziona impietosamente Agrigento in coda alla stessa.
Si tratta di rilevazioni che meritano senz’altro una riflessione ma depurata da strumentalizzazioni e tentativi di speculazioni politiche che lasciano il tempo che trovano.
Intanto l’esito dell’indagine si riferisce all’intero territorio provinciale e dunque bisogna stabilire in che misura le diverse aree influenzano i risultati finali.
Ma senza volere assolvere o criticare questa o quella amministrazione locale è chiaro che questa triste fotografia ci spiega in maniera plastica perché il nostro turismo, a parte le performance della Valle dei templi, rimane confinato nel “mordi e fuggi”.
Questo significa che occorre fare tesoro di queste rilevazioni per correre ai ripari per attivare un’offerta turistica capace di sostenere la sfida competitiva, ma anche per definire una proposta derivante dall’interazione tra tutti gli attori locali che direttamente o indirettamente partecipano alla medesima catena del valore: quella che consente di trarre dalle condizioni attrattive del contesto territoriale un insieme di benefici di natura economica, sociale, culturale ed ambientale tali da condurre ad un miglioramento sostanziale del livello di benessere, attuale e futuro.
Solo così il valore aggiunto che si crea, migliorando i livelli di attrattività e di fruibilità del territorio può essere misurato in termini non solo meramente economici, ma valutato in termini complessivi e con riguardo all’intera comunità che in quel contesto vive e a cui costantemente si relaziona nel suo agire quotidiano.
Esiste peraltro una evidente correlazione tra attrattività e sostenibilità a livello locale in quanto solo un’attrattività sostenibile può riprodursi nel tempo senza che si determinino alterazioni negli equilibri ambientali e territoriali.  Questa può essere la strada maestra per comunicare le risorse di un territorio particolarmente dotato ma poco incline a sfruttare tale prezioso patrimonio. A proposito degli indicatori e delle biblioteche, cominciamo a fare tesoro di questa indagine ed evitiamo che per qualche migliaio di euro possa chiudere la Lucchesiana.