Dal rapporto tra Centro Storico e Valle dei Templi passa il recupero della storia di Agrigento

L’approvazione delle direttive al PRG, da parte del consiglio comunale dei Agrigento, e le dichiarazioni del presidente del nuovo consiglio del Parco della Valle dei templi sulla necessità di stabilire una connessione tra la Valle e il Centro Storico sono una grande opportunità per ridisegnare l’assetto urbanistico della città, alla luce della revisione del principale strumento urbanistico.

Una connessione che può favorire una visione condivisa di alcune parole chiave che dovranno contrassegnare la nuova impostazione programmatoria della città: riqualificazione, restauro, tutela e sviluppo  compatibile.

Agrigento non può attendere oltre il varo di uno strumento che le restituisca un’anima e l’anima di una città non può essere recuperata che dalla propria storia, della quale la Valle e il centro storico sono esemplari testimonianza.

Il progetto culturale da legare all’attuazione del nuovo strumento urbanistico deve dunque essere quello di rifondare la città, umanizzandola, rendendola luogo di crescita e di comunione per tutti. Rifondare la città significa renderla stimolo e simbolo in un mondo che cambia.

Il Piano è però un semplice strumento di riferimento che, da solo, non risolve le problematiche della città; è un corpo che deve essere animato e l’anima è costituita da tutti i cittadini in senso lato ma, in particolare, dagli amministratori, attuali e futuri, dagli operatori economici e dalle forze sociali e culturali che svolgono una continua azione di stimolo e di promozione.

Le probabilità di successo di un simile disegno dipendono dall’assetto urbanistico, dalla qualità dei servizi, dalle relazioni tra le parti di città, dalla dotazione delle infrastrutture, dalla semplificazione delle procedure amministrative e dal marketing urbano; ed ancora, da come sia necessario il ripristino della continuità ambientale tra costa, parco archeologico, centro storico e intorno-agricolo.

Oggi l’essenza della città di Agrigento, proiettata nel disegno planimetrico del Piano che si va a revisionare, suggerisce l’immagine di una farfalla che distende le sue ali da una parte sulla collina del centro storico e, dall’altra, su quella della Rupe Atenea.

Il suo corpo, adagiato nel taglio di Empedocle, allunga il capo nella Valle dei Templi per nutrirsene e dispiegare le sue ali multiple fino a raggiungere i rami più distanti della pentapoli.

E’ però ancora una crisalide che vuole essere aiutata per mostrare il disegno ed i colori del suo corpo in tutta la sua bellezza in modo che imprima la sua immagine indelebile prima di spiccare il volo!