Da Siciliano Sono a Feyra: ecco Biagio e il complesso di inferiorità

La valigia di Biagio è carica di sogni. L’agrigentino che ama la sua terra ha imparato a confrontarsi con il pubblico sfidando le piazze nei concerti organizzati per la festa dello studente. Poi tante esibizioni nei locali notturni e la popolarità in giro per la Sicilia. Biagio ha sempre avuto ideali forti ed il suo legame con la città dei templi non conosce confini.

Hai iniziato presto a studiare musica e negli anni ti sei alternato in diverse situazioni musicali: qual è quella che ti ha segnato di più?
Sicuramente l’esperienza che mi ha segnato di più è stata quella di creare una big band i “Siciliano Sono” e aver avuto una visione artistica a 360°. Sono stato da sempre attento a seguire degli step obbligati, la cosiddetta gavetta, indispensabile per capire come muoversi e durante la quale ho imparato molte cose. Poi sono arrivati i primi album, i festival e i concerti nelle più prestigiose piazze siciliane.

Cosa significa per te sentirsi inferiore?
Viviamo nell’era dei social dove siamo continuamente tartassati dal raggiungimento dell’immagine perfetta. Gli stati d’animo che ognuno di noi vive, quando ci sentiamo incapaci, inadatti, pieni di difetti, ci impongono di indossare una sorta di maschera che rimane fino a quando non decidiamo di guardarci dentro e amarci così come siamo. Nel testo della canzone cito quella che per me è l’emblema del complesso di inferiorità: la Venere di Botticelli, nuda, libera e piena di straordinari difetti.

Ci racconti com’è nata l’idea del videoclip?
Insieme a Carla Marchetta, una freelance nell’ambito della fotografia e videomaking che ha diretto il videoclip, abbiamo pensato di collocare i vari personaggi in location decontestualizzate proprio per sottolineare le loro azioni comuni che portano a sentirsi inconcludenti, frenati dalla paura e dal fallimento. C’è sempre però la voglia di liberarsi ed accettarsi belli e con tutti i nostri particolari.

Che rapporto hai con la terra siciliana?
Il mio percorso artistico è cominciato con “Siciliano Sono” e quando ho iniziato a scrivere canzoni lo sguardo era rivolto alle mie radici sicule. La Sicilia, terra dominata da numerose altre culture, ti permette di apprezzare tutto quello che sta nel mondo.

Dove ti vedremo prossimamente? Hai in programma dei live?

Mi vedrete sicuramente sul web perché usciranno altri singoli. Per quanto riguarda i live spero con tutto il cuore di poter cantare le nuove canzoni davanti ad un pubblico e avere quello scambio di vibrazioni che solo un live può dare. La realtà ad oggi è che non ci sono le condizioni per un ritorno alla normalità poiché c’è ancora il limite di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto.