Lasciare Londra, tornare a casa ed ‘esportare’ la Sicilia in America.

Da Londra a Valderice: oggi esporta cibo siciliano in Usa La storia di Maria Catja Caradonna, ex hostess diventata manager (di Max Firreri) (ANSA) – VALDERICE, 05 NOV – Lasciare Londra, tornare a casa a Valderice ed ‘esportare’ la Sicilia in America. A fare questa scelta, lasciando la metropoli inglese, è stata Maria Catja Caradonna, 42 anni, valdericina doc, ideatrice dell’iniziativa ‘Like Italians do’ che oggi fa conoscere e gustare la Sicilia, tramite i propri prodotti, a chi vive a Los Angeles, Miami, Boston e Chicago. Maria Catja è un esempio di migrazione all’inverso, perché ha scelto di tornare nella sua terra, nonostante a Londra vivesse bene: dapprima una lunga esperienza presso la catena d’hotel ‘Hilton’ e poi 4 anni da hostess per la ‘British Airways’: “Ho girato il mondo – racconta – ho visto tanti posti e ho incontrato tantissime persone”. A Valderice però, Maria Catja ha lasciato le radici: la famiglia e i ricordi della nonna Giacomina che le ha trasmesso la tradizione delle cose buone fatte in casa. “Sono andata via all’età di 18 anni – racconta – due anni a Trapani e poi a Londra. Avevo voglia di conoscere il mondo, imparare l’inglese”. Da qui la scelta di emigrare nel nord Europa. “A un certo punto, poco prima della pandemia, mentre lavoravo per la compagnia aerea in area marketing, ho intuito che il mondo stava cambiando e ho capito che la vita a Londra non faceva più per me. Pensavo alla Sicilia e a come farla conoscere nel mondo grazie ai tanti contatti che avevo acquisito”, dice la Caradonna. Il ritorno a Valderice, dopo una parentesi a Milano per l’avvio di una ditta di spedizioni internazionali, è stato un tuffo nel passato. L’ex casa della nonna, tra le campagne di contrada Ragosia, è diventata il salone della convivialità con la cucina dove Maria Catja e la mamma Dina preparano le conserve che poi spediscono in America. “L’idea di ‘Like Italians do” è nata nel 2020, poco prima della pandemia, mentre mi trovavo in vacanza a Los Angeles – racconta – e ho pensato come poter far gustare il cibo autentico Siciliano agli americani. Per loro che sono abituati al fast food sarebbe stato impensabile fargli preparare le busiate trapanesi condite col pesto. Oppure ancora fargli mangiare le olive condite a casa, i pomodori secchi con l’aglio di Nubia e i cannoli ripieni di ricotta”. Da Valderice in America ogni mese Maria Catja spedisce ingredienti e conserve e poi la domenica tutti riuniti sul web a preparare le ricette, rispettando il fuso orario. Ogni mese ricette nuove per ‘esportare’ la Sicilia oltre l’Oceano e alcuni americani sono già venuti a trovarla a Valderice: “La nostra Isola a loro trasmette serenità – racconta Maria Catja – rimangono stupiti dalla nostra vita reale, dalle relazioni familiari, dalla tradizione di preparare le conserve a casa. Le cose che per noi sembrano scontate, per loro sono straordinarie”. Sorride Maria Catja che, in mezzo ai dialoghi inglesi inserisce il suo dialetto trapanese: “La vita è un parco giochi – dice – e bisogna starci dentro. Io ho scelto di tornare qui, alle mie origini, e di stupire gli americani con le bontà della nostra terra e col nostro sorriso”. La prossima settimana Maria Catja volerà a Los Angeles per una serata di social eating con gli amici americani. (ANSA).