Siciliacque respinge le accuse sulla gestione dell’emergenza idrica a Ravanusa e prende posizione dopo il video diffuso sui social dal deputato regionale Ismaele La Vardera insieme al sindaco del paese, oltre che in seguito alle notizie pubblicate nei giorni scorsi sulla crisi dell’approvvigionamento idrico. La società definisce le ricostruzioni circolate “prive di qualsiasi fondamento tecnico e procedurale” e interviene per ricostruire quella che definisce la reale dinamica dei fatti.
Il gestore del servizio è Aica
Nel chiarimento diffuso, Siciliacque precisa anzitutto che il gestore del servizio idrico integrato nel territorio comunale di Ravanusa è Aica, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, mentre la stessa Siciliacque opera esclusivamente come gestore di sovrambito e fornitore all’ingrosso della risorsa idrica.
La società sostiene di avere sempre garantito integralmente le forniture richieste da Aica, rispettando il piano di approvvigionamento e i punti di consegna indicati dal gestore del servizio.
“Mai ricevuta una richiesta dal Comune”
Un altro punto contestato riguarda la presunta richiesta avanzata dal Comune di Ravanusa per incrementare la dotazione idrica fino a 25 litri al secondo. Siciliacque afferma di non avere mai ricevuto alcuna comunicazione in tal senso.
La società ricorda inoltre che, secondo le procedure previste dalla normativa vigente, eventuali richieste di modifica delle portate devono essere trasmesse dall’Ati e dal gestore d’ambito, cioè Aica, e non direttamente dall’amministrazione comunale.
I pozzi non rientrano nella gestione di Siciliacque
La società interviene infine anche sulla questione dei pozzi richiamati negli interventi pubblici, tra cui quello di contrada Cianciaramito, precisando che tali infrastrutture non rientrano nella propria gestione.
Siciliacque evidenzia di non avere alcun titolo né responsabilità sulla conduzione degli impianti o sul loro eventuale mancato utilizzo prima dell’ordinanza sindacale.
L’appello alla verifica delle informazioni
Nella parte conclusiva della nota, la società esprime rammarico per quella che definisce una mancata verifica preventiva dei fatti, sottolineando come la diffusione di informazioni non rispondenti alla realtà possa alimentare confusione su un tema particolarmente delicato come l’emergenza idrica che interessa il territorio e i cittadini.
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