Coronavirus: lettera di sindaci dell’Agrigentino al Prefetto, all’Asp, a Musumeci e all’Asp

Riceviamo e pubblichiamo lettera al Prefetto, al Presidente della Regione Siciliana, all’assessore alla Salute della Regione Siciliana e al Direttore dell’ASP di Agrigento dei sindaci di: Cattolica Eraclea, Raffadali, Canicattì, Menfi, Siculiana, Santo Stefano Quisquina, Grotte, Montallegro, Lucca Sicula, Sambuca di Sicilia, Campobello di Licata, Santa Elisabetta, Porto Empedocle, Burgio, Cianciana, Villafranca Sicula, Calamonaci, Realmonte.

“Illustrissimo Sig. Prefetto ed Autorità, premesso che in altre Regioni d’Italia il dilagare del
contagio COVID-19 ha messo in ginocchio realtà sanitarie d’eccellenza, considerato che
recentemente l’Assessore alla Salute, Dott. Ruggero Razza ha stimato per la nostra Regione un
numero di casi compreso tra i 4500 e i 7000 e che di questi, secondo i maggiori riferimenti
scientifici, circa il 10% necessiterà di cure ospedaliere in ambiente intensivo e sub intensivo, è
indispensabile utilizzare quel poco di vantaggio temporale e ridurre al massimo la diffusione,
consapevoli che in caso di propagazione della malattia, la nostra ASP di Agrigento non potrà mai
garantire un’adeguata risposta. Infatti, su una popolazione di 500.000 abitanti, per fare fronte
all’emergenza l’ASP dovrebbe dotarsi di almeno 30 posti letto in terapia intensiva e di almeno 250
posti letto in terapia sub intensiva. Ad oggi, nessun presidio COVID è stato completato e ciò
rischia di esporre sia gli operatori in servizio a non contenere la diffusione, velocizzandone i
contagi sia l’intera popolazione del territorio provinciale. La macchina dell’emergenza considerata
dall’ASP di Agrigento a tutt’oggi, ci preoccupa ed appare assolutamente inadeguata rispetto a
bisogni emergenti risultando in forte ritardo rispetto alle necessità incombenti e reali. Ci si chiede
Comune di Cattolica Eraclea Prot. n. 0002623 del 26-03-2020 in partenza
come mai nessuno dei presidi ospedalieri presenti sull’intero territorio provinciale sia stato
convertito a presidio COVID al pari delle altre ASP e come annunciato da proclami e mass media.
Le strutture esistenti infatti, potrebbero avere caratteristiche tali da poterci permettere un
aumento delle terapie intensive in breve tempo e in maniera più autonoma possibile e creare
percorsi esclusivi per i pazienti Covid.
Perché se ciò è stato fatto per presidi ospedalieri di assoluto rilievo tipo Ospedale “Cervello”,
Ospedale di Partinico etc, non può essere effettuato in qualche nostro presidio nonostante
sia trascorso più di un mese dall’inizio dell’emergenza?
Presumendo che l’emergenza durerà alcuni mesi quali sono le azioni pianificate dall’ASP di
Agrigento per fare fronte alla prossima, possibile ondata epidemiologica?
Nell’attesa di conoscere quanto sopra, ritenendo di avere diritto alla massima trasparenza su
quanto l’ASP ha fatto e farà nei prossimi mesi,
CHIEDIAMO
 di conoscere il numero di posti letto in terapia intensiva e sub intensiva destinati al
covid-19 ad oggi realmente in funzione e qual’é l’eventuale programmazione;
 che venga urgentemente riconvertito a presidio COVID, al fine di creare un percorso
unico dei malati di COVID-19 rispetto alle altre patologie ricorrenti, un presidio
ospedaliero del territorio provinciale;
 che venga fatta un’indagine epidemiologica sui casi positivi e se sono stati sottoposti a
tampone rino-faringeo i familiari e i contatti stretti di detti casi;
 di conoscere il numero di test che sono stati fatti e se sono stati individuati dei laboratori
adeguatamente attrezzati ad eseguire i tamponi;
 se sono stati effettuati i tamponi a tutto il personale sanitario, ai medici di famiglia, al
personale del 118, delle case di riposo, di cura etc.;
Comune di Cattolica Eraclea Prot. n. 0002623 del 26-03-2020 in partenza
 se il personale sanitario è stato fornito dei dispositivi di protezione individuali (secondo le
indicazioni del rapporto ISS Covid-19 n 2/2020) e in quali quantità;
Riteniamo di esprimere forte preoccupazione per quanto sta accadendo e senza voler alimentare
polemiche auspichiamo che la direzione strategica dell’ASP, in tempi stringenti, senza ulteriori
indugi, prenda le adeguate iniziative affinché si possa contrastare in maniera efficace le necessità
incombenti, coerentemente con l’impegno che i Sindaci della Provincia stanno dimostrando”.