Cooking therapy: cucinare fa bene al corpo e alla mente, lo dice la scienza

Noi italiani siamo notoriamente i più famosi al mondo in quanto a cultura culinaria, con le nostre ricette tramandate di generazione in generazione. Ma in quanti sanno che cucinare è un vero e proprio toccasana – e non solo per il palato?

Gli italiani in cucina

Per alcuni di noi, cucinare è parte di una routine quotidiana dalla quale non ci si può sottrarre. Mentre altri non vedono l’ora di chiudere la giornata lavorativa per mettersi ai fornelli e dare sfogo alla fantasia. Ed i secondi superano di gran lunga i primi, secondo un’indagine condotta dal Censis e commissionata da Casa Astrusi.

Le donne si attestano ancora prime in classifica, in quanto a “passione per i fornelli”, con il 67,4% di cuoche che preparano pasti fatti in casa per le loro famiglie a cadenza giornaliera. Ma sorprendentemente, anche il numero di uomini all’opera in cucina è in costante crescita, con un buon 58% a livello nazionale, soprattutto concentrati nelle zone del Sud e nella fascia più giovane tra i 25 e 34 anni.

Ma cucinare non significa semplicemente preparare da mangiare. È stato infatti dimostrato che i livelli dell’umore di chi si dedica con costanza alla preparazione dei propri pasti tende ad essere più elevato rispetto a chi ordina cibo a domicilio o compra pasti preconfezionati. In corso di storia, sono stati molti gli psicologi che si sono dedicati all’analisi di questo tema e la teoria del benessere legato al dedicarsi all’attività culinaria è stata confermata da numerose analisi in campo scientifico, che ne hanno evidenziato i benefici dal punto di vista psicosociale.

Quasi come andare dallo psicologo

Oltre che prevenire l’insorgenza di complicazioni psicologiche legate soprattutto alla depressione, cucinare sembra anche essere un ottimo modo per la cura di condizioni già insorte.

Oggi la cooking therapy è spesso utilizzata per la riabilitazione di pazienti con deficit cognitivi, disabilità mentali o disturbi psichiatrici. In particolare, questo tipo di terapia è utile a affette da Alzheimer, o soggetti autistici che trovano rasserenante il susseguirsi di semplici mansioni che caratterizzano la cucina”, ha confermato Antonio Cerasa, neuroscienziato presso il Cnr ed autore del volume La cooking therapy.

E non tralasciamo un altro dei tanti vantaggi dello scegliere i fornelli come attività terapeutica e di svago quotidiana: i costi contenuti.  Per godere dei benefici terapeutici della cucina non è necessario frequentare costosi corsi di cucina o preparare piatti gourmet. Modellare la tua pasta fresca, preparare l’impasto della pizza o infornare una torta sembrano essere attività sufficienti a cui dedicarti per strapparti un sorriso durante la giornata. E se sei indeciso su quali ingredienti prediligere per il tuo prossimo esperimento culinario, potrai affidarti alla panoramica fornita sul volantino Lidl prossima settimana che con i suoi prezzi convenienti ti permetterà di preparare piatti gustosi, grazie all’utilizzo di materie prime di alta qualità.

 Ma perché funziona?

Le motivazioni per le quali cucinare è considerata un’attività terapeutica sono svariate. In primo luogo, stimola una sensazione di realizzazione e conquista di un risultato, tramite la creazione di qualcosa ex novo, che si realizza partendo dal nulla e solo grazie alle proprie abilità. Ancor meglio se il prodotto finito è condiviso con altri: il sentimento di gioia stimolato nei tuoi cari, servendo loro un buon piatto fatto in casa, accenderà in te una vera e propria scintilla di buonumore. Inoltre, mantenere la buona abitudine di dedicarsi ai fornelli con costanza aiuta molto anche i procrastinatori seriali, supportandoli nel costruire una routine quotidiana, ponendosi degli obiettivi di breve termine.

Ça va sans dire, oltre ai benefici per la mente, cucinare sarà benefico anche per il corpo. Acquistare cibi precotti e processati, contenenti decine e decine di conservanti e condimenti di scarsa qualità, non aiuterà di certo il buon funzionamento del tuo organismo, rischiando anche di sfociare in una condizione di sovrappeso nel lungo termine. L’unico modo per essere del tutto consapevoli di ciò che introduciamo nel nostro corpo è quello di scegliere le nostre materie prime ed integrare nelle nostre preparazioni alimenti freschi, come verdure e frutta di stagione.

E se non sei un cuoco provetto, non temere: come in tutto, anche la cucina è una questione di pratica. Inizia dalle ricette più semplici e vedrai come una sfida che ora ti appare insormontabile, come la preparazione di un soffice pandispagna, diventerà un gioco da ragazzi in men che non si dica.