Esplode la polemica politica ad Agrigento sul tema della gestione dei controlli ambientali. I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia hanno lanciato un duro attacco frontale nei confronti del sindaco e della giunta, contestando l’assenza di risposte trasparenti e rivendicando con forza il proprio ruolo istituzionale di vigilanza. Al centro della contestazione c’è l’atteggiamento dell’amministrazione di fronte ai quesiti sollevati sull’operato degli ultimi mesi. “Le domande poste al sindaco sulla gestione dei controlli ambientali meritavano risposte chiare e puntuali, non lezioni sul ruolo delle istituzioni”, dichiarano apertamente i rappresentanti di FdI.
I consiglieri hanno voluto precisare la propria posizione rispetto alle indagini in corso, respingendo l’idea che le verifiche giudiziarie possano paralizzare il dibattito politico: “Rispettiamo pienamente l’autonomia della magistratura e non intendiamo entrare nel merito di atti coperti dal segreto investigativo. Ma una cosa deve essere chiara: il segreto investigativo non può diventare uno scudo per sottrarre l’azione amministrativa al controllo del Consiglio comunale”.
La nota del gruppo consiliare richiama esplicitamente gli articoli 42 e 43 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), ricordando come la legge riconosca ai consiglieri precisi diritti di indirizzo, controllo politico-amministrativo e accesso alle informazioni necessarie all’esercizio del mandato. Prerogative, sottolineano, “che non dipendono dalla volontà di un assessore, ma dalla legge”. Il messaggio più diretto è stato indirizzato al neo-assessore Lo Piparo, insediatosi da appena 24 ore: “Gli ricordiamo che l’esperienza maturata nella Polizia di Stato è cosa diversa dal ruolo politico che oggi ricopre. Da assessore, è chiamato a confrontarsi con il Consiglio comunale e a rispondere alle legittime domande di chi rappresenta i cittadini”.
Secondo Fratelli d’Italia, l’obiettivo dell’azione ispettiva è garantire che i controlli sul territorio non penalizzino ingiustamente il tessuto sociale ed economico locale.
“La nostra preoccupazione è semplice: vogliamo controlli legittimi, imparziali e proporzionati, che tutelino l’ambiente senza trasformarsi in strumenti di vessazione nei confronti di cittadini e commercianti”. I consiglieri concludono ribadendo che la legalità si difende anche assicurando che ogni potere venga esercitato nel pieno rispetto delle regole e dei confini istituzionali: “Noi continueremo a fare il nostro dovere, senza interferire con le indagini, ma senza rinunciare al diritto e alla responsabilità di controllare l’operato dell’amministrazione. Perché il rispetto delle istituzioni vale per tutti: per chi controlla, per chi amministra e per chi ha il dovere di chiedere conto delle scelte compiute”.
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