Conte 2. Tanti ministri del Sud possono essere un’opportunità

Il Governo Conte 2, oltre per l’età media dei ministri che ne fa il più giovane della storia repubblicana, si caratterizza per una folta presenza di donne e uomini in rappresentanza delle regioni meridionali.

Una constatazione che, al netto delle curiosità statistiche, può essere considerata un segnale preciso di volersi muovere secondo schemi diversi da quelli del passato che spesso non hanno aiutato il mezzogiorno ad allinearsi alle condizioni delle altre aree più avanzate.

Ma, approfondire i temi dello sviluppo e della competitività dei sistemi territoriali, alla luce delle opportunità e dei problemi che genera la globalizzazione dell’economia, è un compito piuttosto impegnativo se il punto di osservazione per riflettere è collocato a sud del Paese e in particolare se si parla di una realtà come quella siciliana che sta vivendo una stagione di transizione tra le più difficili e fertili contemporaneamente.

Sviluppo distorto e modernizzazione imperfetta sono due aspetti di una faccia il cui retro è però rappresentato da segnali di significativi cambiamenti.

La scommessa da giocare, per creare condizioni reali di sviluppo, ha una posta molto alta, è ambiziosa e va centrata non solo su una maggiore attenzione da parte del Governo centrale ma anche su un protagonismo degli attori sociali che affondi le sue radici in un sistema moderno ed efficiente capace di operare in raccordo con le istituzioni nazionali ed europee, capace di esprimere istituzioni locali in grado di svolgere adeguati ruoli di promozione, programmazione e controllo, oltre che di garanzia della qualità delle infrastrutture e servizi, capace di attirare, nel suo territorio, investimenti e sostenere le energie locali.

Per fare questo salto serve una visone d’insieme dei problemi, una strategia unitaria e condivisa che sappia ordinare una pluralità di modelli compatibili ed integrati coniugando vocazioni storiche e nuove opportunità.

Tale finalità, nello specifico regionale, si deve articolare a partire da una serie di opzioni strategiche, quali il rispetto della legalità, precondizione fondamentale della crescita, la tutela e valorizzazione delle risorse naturali, la riqualificazione urbana e territoriale, il potenziamento delle infrastrutture per la competitività, i sistemi locali di sviluppo, la valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo dell’innovazione.